Lunedi, 16 Settembre, 2019

Tito Boeri, la vera emergenza sono gli ultracinquantenni senza lavoro

Tito Boeri, la vera emergenza sono gli ultracinquantenni senza lavoro Tito Boeri, la vera emergenza sono gli ultracinquantenni senza lavoro
Esposti Saturniano | 13 Gennaio, 2016, 07:03

Ma se è vero che quello del lavoro, soprattutto per i giovani, è sicuramente una priorità, la vera emergenza sociale in Italia sono i poveri e gli over 55 che perdono lavoro: perchè "la povertà è aumentata molto", spiega Boeri. Così il presidente dell'Inps, Tito Boeri, a proposito del documento che permetterebbe ai contribuenti di sapere a quanto ammonterà la propria pensione futura.

La seconda osservazione è che proprio per mantenere queste pensioni, sia per ammontare di coloro che hanno la pensione retributiva, sia per la quantità di persone che percepiscono un vitalizio dall'Inps, lo Stato è costretto a un prelievo estremamente oneroso dalle tasche dei lavoratori e delle imprese in termini di contributi sociali.

"Andare in pensione un poco prima - ha ribadito - con aggiustamenti dell'importo che tengano conto del fatto che si percepirà la pensione più a lungo".

"È possibile averla senza violare le regole europee - ha aggiunto - e allo stesso tempo fare qualcosa di utile per i giovani", per esempio "chiedere flessibilità per finanziare nell'immediato una maggiore uscita flessibile delle pensioni sempre secondo criteri di sostenibilità".

Con la riforma delle pensioni, l'Italia è costantemente sottoposta al giudizio pressante dell'Unione Europea, come per le altre riforme principali di questo Paese, da quella del lavoro alla tanto discussa Legge di Stabilità. "Voci dicono che sia stato fatto perché noi abbiamo proposto di tagliare i vitalizi - chiosa -".

La Commissione Lavoro ha chiesto al ministero del lavoro e all'Inps il parere tecnico ed economico sui costi effettivi della proposta di legge, ma al di là di una diversa volontà politica del Governo, questo parere documentato non è ancora pervenuto.

FLESSIBILITA' IN USCITA - La maggiore flessibilità che potrebbe concedere l'Europa all'Italia dovrebbe essere utilizzata per rendere l'uscita dal lavoro più flessibile.

Novità molto importanti potrebbero presto palesarsi all'orizzonte in merito al caso dei lavoratori precoci.

"Quelli che vogliono uscire, pur rinunciando ad un pezzo delle loro pensioni, lasciamoli uscire, perchè questo favorirà l'ingresso di nuovi giovani".

Serve un'assistenza sociale di livello europeo "In Italia manca un sistema di assistenza sociale di base come negli altri Paesi".

Se scopri che esistono situazioni non trasparenti sul piano della contribuzione, e quindi che la lotta al nero non si fa o non funziona; se ti accorgi com'è facile oggi verificare che i provvedimenti costruiti all'insegna e in nome del Job Act stanno creando solo grande confusione e soprattutto mancanza di certezze allora capisci che il problema non è quello di tifare per Boeri o per chi ne ostacola la operatività anche se essa può apparire debordante non sul piano dei fatti ma sicuramente su quello dei discorsi.

Ricordiamo che tale proposta prevedeva 4 anni di anticipo, 35 di contributi e l'8% massimo di penalizzazione sull'assegno pensionistico; mentre per i lavoratori precoci tra i requisiti necessari ci sono i 41 anni di contributi.

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