Lunedi, 17 Giugno, 2019

Sta per arrivare la rete a fibra ottica statale

Sta per arrivare la rete a fibra ottica statale Sta per arrivare la rete a fibra ottica statale
Esposti Saturniano | 09 Gennaio, 2016, 22:03

Il Governo decide così di sviluppare autonomamente la rete a banda larga nei comuni a "falimento di mercato". Il Comitato per la banda ultra larga di Palazzo Chigi ha capito che il piano di sviluppo precedente non avrebbe mai ricevuto l'ok da Bruxelles.

L'andamento negativo registrato quest'oggi su Piazza Affari si riflette anche su Telecom Italia che si muove sostanzialmente in linea con l'indice Ftse Mib. A Infratel, inoltre toccherà l'incarico di realizzare le gare per l'affidamento dei lavori della parte passiva e per le concessioni che permetteranno l'affitto della rete agli operatori.

Claudio De Vincenti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, in merito alla nuova rete a fibra ottica statale ha dichiarato: "Si parte con Infratel e si accelera, rinviando a un secondo momento la valutazione dell'apertura a una eventuale partnership pubblico-privata". "Abbiamo scelto così perché la nuova rete in fibra è strategica per il Paese e non potevamo lasciarla tutta in mano ai privati", ha aggiunto Giacomelli.

Per quest'ultimo, in particolare, che include 4.300 comuni dove risiedono circa 9,4 milioni di persone (il 15% della popolazione) il piano elaborato dal Governo prevedeva una forma di incentivo pubblico concesso in misura maggiore a fondo perduto, "considerando le infrastrutture a banda ultralarga strategiche ai fini delle politiche di coesione per lo sviluppo dei territori particolarmente disagiati, con un PIL pro capite inferiore al 75% della media UE-27 (17 mila euro)". Si parla anche di Enel con la nuova società Enel Open Fiber, che in primavera potrebbe essere favorita dal fatto di essere un "operatore" non verticalmente integrato.

A occuparsi di questo grande impegno sarà la società Infratel Italia (società del ministero stesso), che potrà contare sul totale di fondi che sono già stati stanziati e non dovranno attendere ulteriori proroghe. Soldi a cui si aggiungerà poi una parte dei ricavi generati dall'asta per le frequenze 3,6-3,8 Mhz del wireless broadband.

Entro gennaio 2016 si partirà nelle sei regioni (Abruzzo, Calabria, Marche, Lazio, Puglia, Sardegna, Lombardia, Toscana) e i 700 comuni che godono già di un progetto di sviluppo stabilito nel 2015. Dopodiché si procederà in altre aree.

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