Martedì, 15 Ottobre, 2019

Lecce, catturato ergastolano in fuga Era nascosto dai parenti con un kalashnikov

Lecce, catturato ergastolano in fuga Era nascosto dai parenti con un kalashnikov Lecce, catturato ergastolano in fuga Era nascosto dai parenti con un kalashnikov
Evangelisti Maggiorino | 09 Gennaio, 2016, 19:16

Aveva ferito tre persone. La cattura di Fabio Perrone è una esemplare risposta di legalità.

"Era molto pericoloso"La sua cattura - ha detto il comandante della polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Lecce, Riccardo Secci - è il coronamento di un'attività investigativa che ci ha levato il sonno, che è proseguita ininterrottamente in questi 63 giorni, senza tregua": il questore della provincia di Lecce, Pierluigi D'Angelo, ha espresso "il suo plauso ai funzionari della squadra Mobile che hanno dimostrato tenacia e non comune capacità investigativa". Si tratta del 32enne Stefano Renna, proprietario dell'abitazione utilizzata come ultimo covo. L'uomo stava scontando una condanna all'ergastolo nel carcere "Borgo San Nicola" di Lecce per l'omicidio del montenegrino Fatmir Makovic e per il tentato omicidio del figlio, avvenuti in data 29 marzo 2014.

Quel giorno, Perrone non si fece sfuggire l'occasione di riconquistare la libertà. Una volta raggiunto il parcheggio dell'ospedale, si impossessò di una Toyota Yaris di una donna e scappò. Al momento della cattura, all'alba, è stato trovato vestito, con accanto le armi. La sua è stata un'evasione da film con una caccia all'uomo che fino ad oggi ha mobilitato costantemente nella zona polizia, carabinieri e polizia penitenziaria.

Da una prima ricostruzione, l'uomo è stato costantemente protetto - nel corso della sua fuga - da numerose persone, anche da insospettabili.

Nell'ospedale leccese l'uomo era riuscito a liberarsi dalla sorveglianza mentre era in attesa di un esame endoscopico: dopo avere disarmato uno dei due agenti della scorta, l'uomo ne aveva ferito un altro a una gamba con un colpo di pistola.

Perrone, quindi, avrebbe agito al momento, approfittando di alcune circostanze e qualcuno lo ha poi aiutato nel periodo di latitanza. L'uomo si nascondeva in casa di un incensurato. Lo ha dichiarato all'ANSA Sabrina Manzone, dirigente della Squadra mobile di Lecce, riferendosi alla cattura, da parte della polizia di Stato e di agenti della polizia penitenziaria, dell'ergastolano Fabio Perrone, che era evaso il 6 novembre scorso.

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