Lunedi, 21 Ottobre, 2019

Unioni civili: family day a fine mese

Unioni civili: family day a fine mese Unioni civili: family day a fine mese
Evangelisti Maggiorino | 09 Gennaio, 2016, 13:00

"Nessun'altra istituzione deve assolutamente oscurare la realtà della famiglia con delle situazioni similari" perché "significa veramente compromettere il futuro dell'umano". In ultimo occorre cominciare a scaldare i motori del popolo del family day in previsione di una nuova mobilitazione con numeri ancora più imponenti di quella del 20 giugno 2015, capace di sferrare il colpo finale sulla caduta del disegno di legge promosso dalla senatrice Cirinnà. "Questa - ha concluso - è l'esperienza universale che la Chiesa difende in ogni modo, per amore dell'uomo, della vita e dell'amore". Queste le parole del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a margine della messa dell'Epifania. Non una manifestazione qualunque, come quella andata in scena a San Giovanni nel giugno scorso, bensì una replica del grande raduno benedetto da Camillo Ruini otto anni fa. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, e il segretario generale, mons. Si tratterebbe di una mediazione ulteriore rispetto alla proposta originaria e all'emendamento sull'affido rafforzato avanzato dai cattolici dem, ma che comunque nella sostanza non si discosterebbe molto dal testo in discussione. Il problema, rileva ancora il direttore della Bussola, è che in piazza alla fine ci andarono in tanti, e Galantino fu costretto a fare di necessità virtù, rivedendo le proprie posizioni e cercando di organizzarsi per la rivincita. Allora, in previsione di altre probabili puntate, monsignor Galantino ha cominciato a prepararsi nell'ombra: "intanto in questi mesi ha di fatto "commissariato" tutti gli organismi laici legati alla CEI, non tanto per ideale quanto per dipendenza pecuniaria". In effetti da quel momento Belletti è scomparso dalla scena, fino al termine del suo mandato e alla nomina del nuovo presidente il 28 novembre scorso.

Nelle ore seguenti De Palo, pur rimanendo sulle sue posizioni, ha provato a gettare acqua sul fuoco, richiamando tutti alla calma, senza ottenere granchè. Se così fosse, di che discutiamo? Le coppie sì (che è sempre più di quanto non sia disposto a riconoscere Giovanardi) ma famiglie no, e quindi niente matrimonio, e niente figli - che si possono condividere al massimo in affido. I principi si chiamano così perché vengono prima.

Occorre comprendere che la battaglia contro le unioni civili made in Cirinnà non è contro il sacrosanto diritto delle coppie same sex ad una regolamentazione delle loro convivenze: per questo ho più volte ripetuto la necessità di rendere operativo in ogni sua parte il DpR 223 del 1989. Però, prima di ricucire con gli uomini di Alfano, il capogruppo Luigi Zanda dovrà vedersela con i senatori dem che non vogliono l'adozione del figliastro (stepchild adoption) previsto dal ddl Cirinnà per le coppie omosessuali. E a condurre la trattativa, anche con i cattolici dem restii alle novità del ddl Cirinnà, sarà proprio il ministro Boschi, che si è a lungo battuta per le unioni civili, insieme a un gruppo ristretto di cui dovrebbero far parte i senatori Giorgio Tonini e Francesco Russo e il deputato Walter Verini.

Libertà di coscienza per il Parlamento sulla stepchild adoption (adozione del figlio del partner). La linea dei vescovi, dunque, è chiara e definita e non da oggi evidentemente.

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