Venerdì, 15 Novembre, 2019

I guai allo stomaco della mummia Otzi rivoluzionano la storia

Chiudi

 	Apri Chiudi Apri
Machelli Zaccheo | 09 Gennaio, 2016, 11:31

I ricercatori sono riusciti a decifrare il genoma completo del batterio contenuto nello stomaco della mummia.

L'"Helicobacter pylori" è infatti un batterio che convive con l'uomo da tempi antichissimi, tanto che ricostruirne la storia significa seguire anche gli spostamenti delle popolazioni umane.

"Al giorno d'oggi le prove della presenza di H. pylori si cercano nei tessuti dello stomaco dei pazienti, perciò pensavamo fosse molto improbabile trovarne traccia in Ötzi: la mucosa del suo stomaco non esiste più", spiega Zink, che da tempo insieme a Maixner esamina campioni tissutali dell'Uomo del Similaun, sotto i microscopi del laboratorio per lo studio del DNA antico all'EURAC.

Il ceppo in questione risulta inoltre potenzialmente virulento, e da una serie di indizi (marcatori proteici identificati nello stomaco della mummia) è ipotizzabile che il sistema immunitario dell'uomo stesse già reagendo al microorganismo al momento della sua morte.

"Non possiamo però affermare con certezza se Ötzi soffrisse di problemi di stomaco", afferma Zink, "il tessuto dello stomaco infatti non si è conservato ed è proprio dall'analisi del tessuto che queste patologie possono essere inizialmente riconosciute. C'erano comunque le precondizioni per la malattia, una gastrite o forse l'ulcera".

Rattei, in collaborazione con genetisti da USA, Sudafrica e Germania, sono arrivati a un risultato sorprendente: "Ci aspettavamo di trovare in Ötzi lo stesso ceppo di Helicobacter presente oggi negli europei", spiega il biologo computazionale, "invece abbiamo scoperto di avere a che fare con un ceppo batterico che attualmente osserviamo principalmente in Asia centrale e meridionale". La ricerca, che è stata pubblicata su Science, è importante per aiutare a ricostruire attraverso la storia del batterio, quella della migrazione umana.

Si tratta di una scoperta interessante, perché dell'Helicobacter pylori esistevano nell'antichità due ceppi distinti, uno africano e uno asiatico, che si sono ricombinati qualche momento per formare quello diffuso oggi in Europa.

Le ricerche su Ötzi, invece, dimostrano il contrario.

Assumendo che l'uomo del ghiaccio rinvenuto presso le Alpi orientali possa essere rappresentativo degli uomini vissuti nell'età del Rame circa 5300 anni fa, lo studio suggerisce che il ceppo europeo di Helicobacter pylori sia nato in un periodo seguente a quello in cui le popolazioni neolitiche europee sono divenute stanziali.

Altre Notizie