Domenica, 16 Giugno, 2019

Wall Street parte con il segno più

Wall Street parte con il segno più Wall Street parte con il segno più
Esposti Saturniano | 06 Gennaio, 2016, 11:32

Attorno al 2,4% il calo medio degli altri listini europei, con la borsa di Milano che ha visto l'indice Ftse Mib dei principali 40 titoli quotati cedere il 3,17%, con solo la "debuttante" (a Piazza Affari) Ferrari che è riuscita a chiudere in rialzo di circa mezzo punto rispetto alla chiusura di venerdì a Wall Street, dopo però aver debuttato con un rialzo teorico del 5%. Il Nasdaq scivola di 15,59 punti, lo 0,32%, a quota 4.887,5. L'indice Shenzhen ha chiuso in calo dell'8,22%, mentre la piazza di Shanghai ha segnato -6,86%. I risultati potrebbero fare del 2015 il migliore anno della storia del comparto.

Non hanno certo aiutato le tensioni tra Iran e Arabia Saudita dopo l'esecuzione dell'imam sciita Nimr al-Nimr, accusato di terrorismo. Dopo avere annunciato domenica una rottura delle relazioni diplomatiche, Riad ha messo fine al traffico aereo e ai legami commerciali chiedendo a Teheran di "agire come una nazione normale" prima di ristabilire le relazioni.

La Cina spaventa l'economia globale. Wall Street apre con perdite del 2%, con il Dow Jones che cede 450 punti, in quella che è la peggiore apertura da 84 anni.

Se qualcuno ancora voleva avere una conferma di quanto il "modello tedesco" che da anni impera in Europa e predica rigore e austerità in casa a prescindere dall'andamento del ciclo economico per puntare tutto sulle esportazioni sia un modello intrinsecamente a rischio, è stato accontentato. Per il trimestre che terminerà il prossimo 31 gennaio il gruppo si aspetta vendite pari a 175-180 milioni di dollari e non più a 150-155 milioni; gli utili al netto di voci straordinarie sono attesi a 39-41 centesimi per azione, meglio dei 27-29 centesimi calcolati in precedenza.

Pesante crollo per Amazon (-5,76%) perdono oltre quattro punti anche Abbott Lab. (-4,41%) e Paypal (-4,01%). L'autorità non ha esplicitato a quali questioni di riferisca, ma la richiesta sembra legata a un'indagine antitrust sul sistema operativo Windows lanciato a metà 2014.

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