Venerdì, 19 Luglio, 2019

Formigoni condannato a 6 anni per corruzione

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Esposti Saturniano | 23 Dicembre, 2016, 06:19

Lo ha deciso giovedì mattina la X Sezione penale del Tribunale di Milano nel processo sul caso Maugeri e San Raffaele per il quale Formigoni è imputato per associazione per delinquere e corruzione con altre 9 persone. Rilascia una dichiarazione alle agenzie nel pomeriggio: "Sono amareggiato ma sereno, ritengo ingiusta la sentenza e la impugnerò, convinto che la mia piena innocenza sarà infine riconosciuta".Lo scandalo è quello che nel 2012 gli è costato la fine prematura del quarto mandato alla. Formigoni dovrà inoltre versare tre milioni di euro alla Regione Lombardia (che si è costituita parte civile), in solido con i coimputati - il faccendiere Pierangelo Daccò e l'ex assessore Antonio Simone; si tratta di un primo "acconto" prima che venga stabilita l'entità precisa del risarcimento.

Formigoni è stato condannato oggi a Milano a 6 anni di carcere nell'ambito della vicenda Maugeri. Sono amareggiato ma sereno.

L'ex governatore lombardo è stato condannato per due capi di imputazione per corruzione che gli venivano contestati, mentre è stato invece prosciolto dall'accusa di associazione per delinquere. Ai principali condannati sono stati anche confiscati beni sequestrati durante l'inchiesta per un valore fino a quasi 70 milioni: al solo Formigoni oltre 6,6 milioni - questo sarebbe il prezzo della corruzione -, tra porzioni di immobili, compresa metà della villa di Arzachena, depositi su conti correnti, 3 auto non di grossa cilindrata e quadri. Nello stesso processo i giudici di Milano hanno condannato anche i presunti collettori delle tangenti, Pierangelo Daccò, a 9 anni e due mesi, e l'ex assessore regionale, Antonio Simone, a 8 anni e 8 mesi. Un immobile che - stando all'accusa - sarebbe stato acquistato al prezzo di 3 milioni di euro (con Formigoni che avrebbe messo sul piatto 1 milione) per poi essere destinato ad Alberto Perego (assolto da tutte le accuse), storico amico dell'ex governatore nonché suo convivente all'interno della comunità dei Memores Domini (associazione cattolica laicale basata sui precetti di povertà, castità e obbedienza).

Non così per gli avvocati Gabriele Vitiello e Matteo De Luca, difensori di Dacco' (il quale ha ascoltato senza proferire parola): per loro il verdetto "stravolge la verità".

Anche la difesa di Formigoni, rappresentata da Mario Brusa e Luigi Stortoni, non condivide la sentenza: "presenteremo ricorso in appello dopo aver letto le motivazioni - ha detto Stortoni -".

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