Lunedi, 18 Novembre, 2019

Roma, Oref boccia il bilancio: urla e ironia dall'opposizione

Machelli Zaccheo | 22 Dicembre, 2016, 13:53

Non solo: Frongia fa sapere anche di essersi dimesso volontariamente da vicesindaco (infatti non ci teneva per niente a farlo...) e dice che "sono stati commessi degli errori" ma non dice in alcun modo quali siano questi errori e perché, tra tanti nominati in Giunta dalla Raggi, il responsabile sia stato considerato lui.

"Alla prima prova dei fatti il primo bilancio della Giunta Raggi viene bocciato dall'organo contabile e le nostre pregiudiziali erano quindi fondate".

Nel caso specifico, l'Oref ha espresso parere "non favorevole" alla manovra 2017 - 2019 predisposta dall'amministrazione Raggi, e in particolare dall'assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, ritenendo "non sufficienti gli spazi di finanza pubblica necessari al rispetto dell'equilibrio finanziario in relazione alle necessità che potrebbero rivelarsi rispetto al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, alle passività potenziali comunque presenti" e ad altre "criticità" esposte nel dettaglio. Così il presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito annunciando il parere negativo dell'Oref al bilancio 2017-19. Il presidente De Vito ha chiesto di sconvocare le sedute di oggi e domani.

Forti critiche sono già giunte dalle forze di opposizione. "Senza pudore. Le opposizioni, Pd in testa, si permettono di applaudire e gridare all'annuncio in Aula del parere non favorevole dell'Oref sul bilancio di previsione 2017-2019".

"Come riconosciuto dallo stesso Oref, questo è un bilancio vero, ispirato a criteri di prudenza e credibilità". La Sindaca, tuttavia, potrebbe adottare un escamotage per guadagnare un po' di tempo: andare a ripescare l'accordo che l'ex Premier Renzi fece con l'Anci, l'Associazione dei comuni italiani. La questione è evidente: può essere parte di un sistema democratico un movimento che non rispetta un principio costituzionale chiave come quello contenuto nell'articolo 67 ("Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato") e che spaccia per democrazia diretta una democrazia diretta da una società privata (la Casaleggio Associati) non eletta da nessuno ed eterodiretta da un blog solo al comando (beppegrillo.it) che fattura anche grazie alla pubblicità generata dai contatti ricavati dalle dirette streaming che le giunte grilline (Roma sì, Torino no) regalano al blog in assenza di qualsivoglia gara pubblica o di apposita concessione? Ma anche dubbi sulle entrate non strutturali e sulla riscossione dei tributi, e un programma deficitario (per non dire nullo) nella razionalizzazione delle partecipate, vera zavorra della Capitale. "Ora bisogna rifare il bilancio". "È dovere di chi governa mandare avanti le cose, è un'ora di pranzo", ha dichiarato il consigliere Pd Antongiulio Pelonzi. Allora il movimento in cui sembravano confluire senza soluzione di continuità pulsioni di destra (su immigrazione, lotta alla criminalità, finanza globale) e tematiche di sinistra (dall'acqua pubblica all'ecologia), si mostrava come una piramide verticistica raccolta intorno al duo Grillo-Casaleggio. Le decisioni finali, frutto di un difficile compromesso con Grillo, rivelano la difficoltà dei 5 Stelle di attingere a una classe dirigente propria. Ma non ci arrendiamo e proveremo con tutto il nostro impegno a superare questa fase.

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