Domenica, 21 Luglio, 2019

Poletti non si dimette, intanto arriva la mozione di sfiducia

Poletti e la frase sui cervelli in fuga presentata la mozione di sfiducia Poletti non si dimette, intanto arriva la mozione di sfiducia
Esposti Saturniano | 21 Dicembre, 2016, 18:40

In particolare, suona inaccettabile la dichiarazione "che compromette la libertà di voto dei cittadini" fatta dal ministro Poletti nel giorno della fiducia al governo Gentiloni in Senato, quando aveva parlato di un inevitabile rinvio del referendum sul Jobs Act, sulla cui ammissibilità la Consulta è prossima a esprimersi a gennaio, in caso di elezioni anticipate e conseguente scioglimento delle Camere. "Conosco gente che è andata via ed è bene che stia dov'è andata, perché questo Paese non soffrirà a non averli più tra i piedi".

lL ministro Poletti parla dei giovani che espatriano: "Non è che qui sono rimasti 60 milioni di pistola".

Intanto le scuse di Poletti via Facebook sui giovani costretti a emigrare all'estero per lavorare non sono bastate a evitargli la mozione di sfiducia sottoscritta dai senatori di Sinistra italiana, Movimento 5 Stelle, Lega nord e di alcuni del gruppo Misto. Il ministro - si legge nella mozione - "ha nelle ultime settimane dato riprova di un comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo, esprimendosi in più di un'occasione con un linguaggio discutibile e opinioni del tutto inaccettabili". M5S ha presentato un'uguale mozione di sfiducia al ministro alla Camera.

Ministero del Lavoro Flash Mob contro il ministro Poletti

Un breve flashback: l'infelice intervento di Poletti è arrivato nel corso di un incontro con la stampa a Fano in cui il ministro del Lavoro stava difendendo i risultato ottenuti dal Jobs Act. La ragazza di Sulmona è una giovane italiana che lavora all'estero. "Io non ho mai pensato che sia un bene per l'Italia il fatto che ci siano dei giovani che se ne vanno, io volevo solo sottolineare che ci sono dei giovani bravi, giovani competenti, impegnati e a questi giovani bisogna dare questo riconoscimento", ha detto ancora Poletti. Anzi, no, "mi sono espresso male: penso, semplicemente, che non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri". La notizia è piombata sui social, apriti cielo: "facile difendere #JobsAct e #voucher quando persino tuo figlio ha azienda che campa grazie a contributi editoria pagati dallo Stato", uno dei tanti commenti fioccati su Twitter. E' un'opportunità di fare la loro esperienza, ma debbono anche avere la possibilità di tornare nel nostro Paese.

Scuse che non sono servite però a smorzare le polemiche, tanto che oggi è arrivata la mozione di sfiducia già annunciata ieri da Lega e Movimento 5 Stelle.

Centomila giovani se ne sono andati dall'Italia?

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