Lunedi, 17 Giugno, 2019

L'uomo aveva un osso nel pene, ecco perché è scomparso

Baculum di tricheco L'uomo aveva un osso nel pene, ecco perché è scomparso
Acerboni Ferdinando | 15 Dicembre, 2016, 22:08

Il baculum è presente in diversi ordini di mammiferi, fra i quali i primati, carnivori, roditori e chirotteri, ovvero i pipistrelli. Ebbene, questo nome indica l'osso del pene che posseggono alcuni animali e che possedevano anche i nostri antenati circa 100 milioni di anni fa.

La risposta sembra arrivare da uno studio pubblicato dai Proceedings of the Royal Society di Londra, che avrebbe collegato questo evento al momento del passaggio dell'uomo dalla poligamia alla monogamia. Negli scimpanzè l'osso penico ha la lunghezza di un'unghia del dito. Hanno cercato in particolare l'esistenza di correlazioni tra la lunghezza dell'osso, che può variare da pochi millimetri a qualche centimetro, e i comportamenti riproduttivi. Nei primati, la presenza del baculum è legata alla maggiore durata dei rapporti, essenziale per garantire alte possibilità di generare prole nelle specie poligame, in cui molti maschi si accoppiano con molte femmine. A questi casi, è in genere associato un osso penico più lungo. I risultati suggeriscono che l'osso penico abbia un ruolo fondamentale solo negli animali in cui esista una forte competizione riproduttiva altre specie attenuano grazie alla strategia monogamica; e dove un tempo maggiore di accoppiamento - come nel caso del lemure aye-aye del Madacascar che copula per un'ora - o un maggior numero di accoppiamenti diano più garanzie di successo, anche per effetto della stagionalità della fertilità. Si tratta di un animale che non penetra la femmina per più di sette secondi. Esigenza scomparsa nell'uomo e negli altri mammiferi che hanno una tendenza alla monogamia, in quanto possono avere così rapporti sessuali più brevi ma frequenti.

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