Lunedi, 17 Dicembre, 2018

Vince il No. E Renzi si dimette

Vince il No. E Renzi si dimette Vince il No. E Renzi si dimette
Evangelisti Maggiorino | 05 Dicembre, 2016, 16:21

Il cambiamento non ci sarà e le cose rimarranno inalterate: il bicameralismo continuerà ad essere fondamentale e di rilievo nell'approvazione delle leggi nel nostro Paese, il tutto per la soddisfazione di coloro che si sono battuti con insistenza contro il governo e la proposta del presidente del consiglio, Matteo Renzi. "L'Europa è colpita da un'altra ricolta anti establishment mentre il primo ministro italiano si dimette dopo aver perso un referendum che potrebbe ora regalare il potere ai populisti che vogliono portare il Paese fuori dall'euro", ha scritto il tabloid britannico. Oggi pomeriggio si riunirà il Consiglio dei Ministri e di seguito il premier Matteo Renzi salirà al quirinale per rassegnare le proprie dimissioni.

"Tanti cittadini si sono comunque avvicinati e riavvicinati alla Carta Costituzionale - detto Renzi -.E' bello, importante e significativo".

Uno dei punti centrali che hanno questo referendum riguarda le probabili dimissioni di Matteo Renzi in caso di vittoria del No al referendum.

"Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta". Ma ho fatto veramente tutto quello che si poteva fare in questa fase. Sentitevi soddisfatti per il vostro lavoro. Agli amici del si siate soddisfatti e fieri di voi stessi. "Viva l'Italia in bocca a lupo a tutti noi" le parole che hanno chiuso l'intervento. "Ma io sono diverso, ho perso, lo dico a voce alta anche se con il nodo in gola, perché non siamo robot". Dei 92 Comuni umbri, in 55 ha prevalso il 'no', contro i 37 nei quali il 'sì' ha ottenuto la maggioranza. Infatti, nel suo discorso Renzi ha confermato che il Governo nei prossimi giorni continuerà nell'iter per la Legge di Bilancio.

Il verdetto delle urne. In base al quarto exit poll, elaborato ponderando anche i primi dati dello spoglio, di Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai, il Sì è al 40-42% ed il No al 58-60%. Il No ha raggiunto quota 59,95%, il Sì è arrivato al 40,05%. Nel fare questo, ha usato un linguaggio alquanto trionfalista, vantando i continui successi del suo governo, quasi fosse riuscito a raddoppiare il PIL e a dimezzare la disoccupazione, fatto ben lontano dalla realtà. "Io credo nella democrazia, andiamo via senza rimorsi".

Lorenzo Guerini invece annuncia la "convocazione della direzione del Partito democratico probabilmente già martedì per la valutazione dell'esito del voto e le indicazioni sulle iniziative politiche da assumere".

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