Domenica, 24 Giugno, 2018

Matteo Renzi si dimette

Referendum. Al voto oltre 475mila a Taranto e provincia. Seggi aperti dalle 7 alle 23 Referendum. Al voto oltre 475mila a Taranto e provincia. Seggi aperti dalle 7 alle 23 0 Attualità Cronaca News Politica
Esposti Saturniano | 05 Dicembre, 2016, 15:11

Come prima cosa si può dire che Matteo Renzi ha cominciato assai presto a saturare soprattutto le tv con una presenza assidua sua e di alcuni suoi ministri, sfruttando al massimo l'opportunità dell'equivoco dell'essere ad un tempo segretario del partito di maggioranza relativa e Presidente del Consiglio.

Quindi il passaggio più atteso: "Come è evidente e scontato, l'esperienza del mio governo finisce qui".

Il popolo italiano "ha parlato in modo inequivocabile chiaro e netto".

La minoranza Pd intanto vive la notte della sua "rivincita": "Nel campo del No c'è stato un pezzo irrinunciabile del centrosinistra". Renzi ricorda che la democrazia italiana si basa su un sistema parlamentare e che "quando abbiamo chiesto la fiducia abbiamo proposto di semplificare il sistema, di eliminare il bicamerilismo, di ridurre i costi della politica e di allargare gli spazi della democrazia diretta, Non siamo stati convincenti, mi dispiace, ma andiamo via senza rimorsi". Oggi agli occhi del mondo siamo un Paese più fragile, meno credibile, che rimane legato ai privilegi della casta. All'ultimo referendum, quello delle trivelle, che si e' svolto quest'anno, ha votato il 32,1%. "Fare politica contro qualcuno è facile, fare politica per qualcosa è bello". Prima della conferenza stampa, il premier ha telefonato al Capo dello Stato per comunicargli le sue intenzioni. "L'Europa è colpita da un'altra ricolta anti establishment mentre il primo ministro italiano si dimette dopo aver perso un referendum che potrebbe ora regalare il potere ai populisti che vogliono portare il Paese fuori dall'euro", ha scritto il tabloid britannico.

Chi sarà il nuovo presidente del Consiglio?

Se si considera poi che mentre il Comitato per il SI era uno solo, quelli per il NO erano moltissimi, non coordinati tra di loro, e con assai scarse risorse a disposizione.

"È stata una festa in cui tanti si sono riavvicinati al manuale del gioco". Possibile che nessuno dei suoi spin doctor non gli abbia spiegato che i giovani non riescono a concentrarsi per più di 5-6 minuti, per cui un'ora intera, sia pure davanti ad un lucente Mac Book Air della Apple, il tutto era semplicemente indigeribile?

Man mano che tutto questo accadeva, osservando ciò che avveniva, parlando con tassisti e negozianti - che sono una sorta di filtro dei pensieri del corpo sociale - mi sono reso conto della divaricazione sempre maggiore tra lo svolgimento della campagna referendaria e il "sentiment" della popolazione.

Paradossalmente anche quelle che molti hanno definito mance elettorali non sono servite affatto, e nemmeno le pressioni in puro stile voto di scambio ad opera di personaggi come il presidente della Regione Campania De Luca. Le percentuali di affluenza sono state superiori a tutte le attese. Ci ricorderemo di queste lacrime.

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