Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Renzi a Messaggero Tv: "Si vota su quesito, non su spread"

Matteo Renzi in una recente immagine Matteo Renzi in una recente immagine
Esposti Saturniano | 02 Dicembre, 2016, 07:43

Lo dice Matteo Renzi, nel corso di un'intervista a Repubblica tv. Fumo negli occhi per coloro che sono schierati sul fronte opposto secondo i quali il bicameralismo non verrà affatto superato, visto il mantenimento del Senato seppur con compiti diversi, i costi della politica non saranno dimezzati, bensì leggermente ridotti, il paese correrebbe il rischio di una deriva autoritaria visto e considerato il potere quasi illimitato che il Governo assumerebbe nei confronti di un Parlamento esautorato dalle sue funzioni di proposta e vigilanza e gli spazi di democrazia diretta subirebbero una drastica riduzione. Lo si capisce dai toni accesi che schieramenti trasversali consolidati intorno alle ragioni del Sì e del No, stanno utilizzando nella loro strategia di comunicazione.

L'appuntamento referendario ha assunto quindi una valenza che va ben oltre alle motivazioni che possono spingere a votare a favore dell'approvazione della riforma che porta il nome del ministro Boschi, oppure contro.

"Io prendo un impegno morale di non considerare i voti al referendum in termini politici, sia per gli uni sia per gli altri".

L'Economist consiglia agli italiani di votare No al referendum perché le riforme da fare sono altre e le dimissioni di Renzi potrebbero non essere la catastrofe temuta da molti.

"Non soffro di turbe, penso di essere in buona compagnia di tanti italiani che hanno seguito il dibattito". Il premier Matteo Renzi starebbe seriamente pensando di dimettersi prima del voto del 4 dicembre, un'azione fatta con l'intento di sparigliare le carte e portare dalla propria parte l'esito del referendum che al momento sembra nettamente favorevole al No. Una mossa azzardata, un colpo di teatro che vedrebbe molto contrari gli alleati, soprattutto Alfano e Verdini.

Renzi cita il discorso di Napolitano sulle riforme: "Se lo dovrebbero ricordare Bersani, Berlusconi e Monti, perche' erano loro i protagonisti di quella stagione". "Poi, secondo me, voterà un sacco di gente". Gli ultimi a dare il proprio appoggio alla riforma costituzionale sono infatti Wolfgang Schauble, ministro delle Finanze tedesco, e Frank Walter Steinmeier, ministro degli Esteri socialdemocratico nel governo Merkel. Vogliono bloccare il Paese, io voglio che vada avanti. Non e' élite una parte importante del corpo dei super-docenti, peraltro spesso con super-pensioni, che hanno parte della responsabilita' per la mancata crescita del paese?

A questo punto potrebbe farsi strada l'ipotesi di un governo di transizione incaricato di varare la riforma dell'Italicum ricercando la più ampia maggioranza parlamentare. "Non è vero che siamo il fanalino di coda, il debito comincia a scendere, è vero di poco ma tra salire e scendere poco preferisco che scenda poco", replica a Giannini che ha anticipato il dato Istat sul debito pubblico che scende del -0,3. "Ma a Rignano, questo interessa il giusto", afferma il premier. Continuando la navigazione o chiudendo l'avviso acconsenti all'utilizzo dei cookie.

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