Domenica, 04 Dicembre, 2016

Referendum Costituzionale: Romano Prodi vota Sì

Romano prodi Romano prodi
Evangelisti Maggiorino | 30 Novembre, 2016, 23:24

"Il suo contributo mette in luce il reale oggetto del contendere - espone in una nota Alberto Losacco, deputato del Partito Democratico -, ossia la possibilità, attraverso la vittoria del Sì, di fare un passo in avanti per quella democrazia decidente, di cultura maggioritaria e votata all'efficienza dei processi, che era alla base del sogno e dell'intuizione dell'Ulivo". Bellissima metafora che però, trattandosi di Costituzione, non mi sembra un sì entusiasta. "Adesso tutti pancia a terra per gli ultimi giorni di campagna". Un assist colto al volo dal premier Matteo Renzi: "Voglio che sia chiaro, chi vuole bloccare la casta ha in mano una matita domenica". "Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie", dice il Professore "tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull'esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale".

Romano Prodi ha rotto il silenzio: voterà sì al prossimo referendum del 4 dicembre.

Infine, Prodi ha concluso la sua nota con una battuta: "Un sì naturalmente rispettoso nei confronti di chi farà una scelta diversa". Questa "rissa", secondo l'ex premier "ha trasmesso in Italia e all'estero un senso di debolezza, qualsiasi sarà il risultato di questo referendum". Un Sì stiracchiato. Prodi ritiene "doveroso" rendere noto il suo voto favorevole alla riforma, per la sua "storia personale" e per "le possibili conseguenze sull'esterno".

"Una modesta riforma costituzionale" è stata trasformata "in una sfida pro o contro il governo", sottolinea ancora Prodi.

Il confronto sul referendum, legato alle sorti del governo, "è diventato una rissa sulla stabilità, inutilmente messa in gioco da un'improvvida sfida e questo si trasformerà in un periodo (speriamo non troppo lungo) di inutile e dannosa turbolenza", avverte Prodi. "C'e' - nota Prodi - chi ha voluto ignorare e persino negare quella storia, come se le cose cominciassero sempre da capo, con una leadership esclusiva, solitaria ed escludente".

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