Domenica, 04 Dicembre, 2016

Petrolio, crescono dubbi su taglio produzione in sede OPEC

Prezzo del petrolio vola: accordo OPEC trovato? Ecco cosa sta succedendo a Vienna Opec: petrolio crollo, accordo difficile (Analisi 30 Novembre 2016)
Esposti Saturniano | 30 Novembre, 2016, 13:27

Il prezzo del petrolio va a picco. Nessuno dei Paesi produttori vuole condizioni simili.

È nell'interesse di tutti raggiungere un accordo per ridurre l'offerta.

Ieri, per la prima volta, Al Faleh ha dichiarato di non considerare necessario un taglio della produzione, dopo che già venerdì scorso le autorità saudite si erano dichiarate indisponibili ad incontrare i rappresentanti del Cremlino e gli altri produttori non-Opec nel pre-meeting organizzato a margine della riunione del cartello e in calendario oggi. Birol ha aggiunto anche che la grande crescita della produzione potrebbe spingere i prezzi a calare nuovamente nel giro di 9/12 mesi. L'Algeria, ha spiegato Zanganeh, ha fornito all'Iran una proposta sulle quote di produzione di ciascun membro dell'Opec.

Non solo l'Iran ma anche l'Iraq sembra essere piuttosto reticente ai tagli di greggio. Nelle scorse ore ha incontrato il ministro dell'energia algerino, Noureddine Boutarfa, e quello venezuelano, Eulogio Del Pino. Al momento, i principali leader si stanno trovando a Mosca per cercare di convincere almeno la Russia ad aderire ad un ipotetico accordo sul taglio della produzione nel meeting di Vienna.

Ma tra i vari Paesi sembrano esserci attriti sui dettagli. Nella sua ultima intervista ha sottolineato che al momento il suo Paese non ha ancora deciso se prenderà parte al taglio della produzione di greggio.

Sui mercati continua la fase di ribassi del petrolio: in vista della riunione dell'Opec di Vienna di domani, i prezzi sono scesi ai minimi dell'ultima settimana, accusando un calo di più del 3%.

Gli esperti della banca d'affari USA rendono comunque noti due possibili scenari.

La stessa IEA (International Energy Agency) sostiene che limitando la produzione il prezzo del petrolio salirebbe e si aumenterebbe la domanda globale.

Viceversa, in caso di fallimento delle trattative nel vertice di Vienna, i prezzi scenderanno verso 40 dollari al barile e saranno compresi nella forchetta 45-50 dollari fino alla prossima estate. Sull'Ice il future sul Brent segna un rialzo dell'1,8% a 47,23 dollari al barile, mentre il derivato sul WTI guadagna l'1,58% e torna a 46,96 per cento.

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