Domenica, 04 Dicembre, 2016

Palermo, firme false M5s: sale a 13 il numero degli indagati

Firme false M5S l'indagata Quella sera non ero neppure presente Firme false nel M5S, cominciati gli interrogatori
Evangelisti Maggiorino | 30 Novembre, 2016, 11:19

La regola è quella del silenzio. "Omertà, omertà". Il senatore Stefano Esposito scrive: "Grillo, Di Maio&co prendono in giro i cittadini non dicendo una parola su loro esponenti che tacciono davanti a magistrati sulle firme false". Le quattro sospensioni d'ufficio si aggiungono alle due spontanee giunte dai deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, che invece stanno collaborando con i magistrati e hanno confessato. Per quanto riguarda Nuti, Mannino e Busalacchi "sono stati segnalati inoltre come comportamenti non conformi ai principi del MoVimento l'avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai Pm e il rifiuto di procurare un saggio grafico (come appreso dalle agenzie di stampa)". "Ho detto ai Pm che non ero neppure presente".

L'estrema ratio ha fatto seguito alla richiesta di Beppe Grillo, che aggiornato sullo svolgimento dell'inchiesta aveva imposto una decisione chiara ai membri dell'M5S: "Chiediamo a tutti gli indagati nell'inchiesta di Palermo di sospendersi immediatamente dal Movimento 5 Stelle non appena verranno a conoscenza dell'indagine nei loro confronti a tutela dell'immagine del Movimento e di tutti i suoi iscritti". Dopo Mannino sarà interrogato Riccardo Nuti. Dodici indagati più il cancelliere Giovanni Scarpello, che attestò la regolarità delle firme: anche lui si è avvalso della facoltà di non rispondere. La stessa scelta di Francesco Menallo. Ma quel pomeriggio Claudia La Rocca non sa ancora il motivo di tanta agitazione. Sabato era stato il turno di Busalacchi e Pantaleone.

Mentre alcuni ricopiano le firme, parte un tamtam via email per raccogliere altre adesioni.

Ciaccio, Nuti e Mannino sono i nomi che sono usciti fuori, ma c'è da scommettere che non finisce qui. Quest'ultimo risultava essere il delegato di lista e cioè colui che presentò l'elenco delle firme per le candidature al Tribunale del capoluogo siciliano. Scrive: "Io e Claudia abbiamo dato quasi il massimo, considera siamo come se fossimo una sola persona, siamo riusciti a raccogliere poco meno di 80 firme". E' normale che qualche dubbio sorge, ma nonostante tutto le indagini continuano ad andare avanti. A causa di un errore formale, tredici candidati ricopiarono le firme sulla lista.

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