Lunedi, 22 Luglio, 2019

Cuba: Magi (Radicali), singolare salutare Fidel Castro come campione libertà

Evangelisti Maggiorino | 27 Novembre, 2016, 16:41

"Per me è stato sempre un grande presidente che ha dato quello che ha potuto al suo popolo".

Come oratore eccezionale capace di calamitare l'attenzione di milioni di persone con la sua retorica infuocata, nonché con discorsi improvvisati che potevano durare per ore, Fidel Castro ha pronunciato molte frasi memorabili, capaci di tracciare la cronologia di una carriera politica segnata da lotte drammatiche e contraddizioni.

Juncker ha quindi espresso le "condoglianze al presidente cubano Raul Castro (fratello di Fidel, ndr.), alla sua famiglia e al popolo cubano".

"Tendiamo la mano dell'amicizia al popolo cubano", è stato il commento a caldo del presidente degli Stati Uniti Barack Obama: "La storia giudicherà l'enorme impatto di questa singolare figura sulla gente e sul mondo attorno a lui", ricordando di aver lavorato con l'Avana "per lasciarci il passato alle spalle". "Messaggio concluso con lo slogan: "¡Hasta la victoria siempre!". Si chiudeva, così, un'epoca in cui Cuba, sotto la dittatura di Fulgencio Batista, era una sorta di licenzioso "parco di divertimenti" ai piedi dell'America, fatto di belle donne, gioco d'azzardo, hotel di lusso e alcol a fiumi: e dove le automobili, possibilmente grandi, sfarzose e americane, giocavano un ruolo di primo piano, sfilando lente sul lungomare della capitale.

"Siamo fiduciosi. I giovani sono convinti che il futuro di Cuba sarà ben radicato nella realtà cubana - dice uno studente - Il modello cubano, grazie all'esempio di Fidel Castro e alla sua generazione, la generazione del Movimento del 26 luglio, continuerà il suo percorso". A dare la notizia è stato il fratello dell'ex presidente maximo, Raul, che ha annunciato il decesso attraverso la tv nazionale.

Il 29 marzo 2012, durante la visita a Cuba di papa Benedetto XVI, Fidel Castro ha avuto un colloquio di circa 30 minuti con il Pontefice, definito da entrambi molto cordiale, nel quale Castro, pur mostrando alcune difficoltà motorie dovute alla malattia e alla età avanzata, si è dimostrato ancora perfettamente lucido e cosciente, anche a dispetto delle voci circolate pochi giorni prima riguardo alla sua presunta morte. Garantito è anche l'accesso alle cure ad ognuno, con una sanità pubblica notevole ed ampio spazio è stato dato alla ricerca in campo farmaceutico. Un numero che aiuta a capire perché le rimesse dei cubani all'estero rappresentano un'entrata di valuta estera superiore a quella dell'industria turistica.

L'allontanamento. Il sodalizio ideale e umano tra Castro e Che, però, non durò a lungo.

Secondo me, il dittatore è più pericoloso ora che è morto di quanto non lo fosse stato da vivo. Ciò nonostante, Cuba riuscì a resistere all'embargo americano e all'attacco militare della "Baia dei Porci" organizzato dalla CIA con cubani reclutati all'estero. 'Ucciso' più volte dalle reti sociali, e con lunghi periodi di assenza dal pubblico, i limiti al suo mandato Fidel li aveva fissati nel 2003, dirigendosi ai cubani: "Rimarrò con voi, se lo volete, finchè avrò la consapevolezza di potere essere utile, se prima non lo decide la stessa natura". Dall'ingresso a L'Avana al culmine della Revolución, avvenuto l'8 gennaio 1959, sono passati quasi 58 anni: allora Castro sfilò tra la folla a bordo di una Jeep. Amnistiato, viene mandato in esilio prima negli USA e poi in Messico, dove conosce Ernesto Che Guevara.

Cuba intanto riusciva, grave alla coltivazione intensiva di canna da zucchero a fornire l'URSS di "dolce", ma non ad eliminare i gulag siberiani e quelli di casa sua.

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