Mercoledì, 14 Novembre, 2018

"Sì alla Canapa industriale" Passa la legge anti-burocrazia

"Sì alla Canapa industriale" Passa la legge anti-burocrazia
Machelli Zaccheo | 26 Novembre, 2016, 23:34

Firenze: La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato ieri, in sede legislativa e all'unanimità, il testo già licenziato dalla Camera dei Deputati della Legge sulla canapa industriale: Si gettano cosi le basi per il rilancio di una filiera produttiva che fino al secolo scorso ha visto l'Italia tra i maggiori produttori mondiali. Vengono infine, secondo quanto si legge nel ddl, promosse azioni di formazione in favore di coloro che operano nella filiera della canapa e diffondono, attraverso specifici canali informativi, la conoscenza delle proprietà della canapa e dei suoi utilizzi nel campo agronomico, agroindustriale, nutraceutico, della bioedilizia, della biocomponentistica e del confezionamento. E ancora: coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati; coltivazioni destinate al florovivaismo. La canapa è un prodotto estremamente versatile, che trova applicazione in numerosi settori, rivelandosi una valida alternativa a prodotti sintetici e inquinanti.

"Taranto può diventare il distretto della canapa del Sud Italia e in alcuni casi potrebbe essere una efficace risposta ambientale all'emergenza creata dall'Ilva. Qualità che se ben collegata al valore aggiunto del "made in Italy" può rappresentare una spinta rilevante sia per l'agricoltura che per gli altri settori di trasformazione e produzione che vedono protagonista la canapa". Ritorno reso possibile da oltre 300 aziende che la coltivano su più di mille ettari per le molteplici opportunità di mercato offerte dai tessuti ai materiali edili, ma anche olio, vernici, saponi, cere, cosmetici, detersivi, carta, imballaggi, oltre a pasta e birra. E' in realtà un ritorno per una coltivazione che fino agli anni '40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese, con quasi centomila ettari, era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all'Unione Sovietica). Poi la progressiva industrializzazione e l'avvento del "boom economico" hanno imposto sul mercato le fibre sintetiche segando il declino della canapa ad uso industriale.

Il coltivatore ha l'obbligo della conservazione dei cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi. I controlli saranno affidati al Corpo forestale dello Stato mentre il ministero delle Politiche agricole destinerà annualmente una quota delle risorse disponibili dei piani nazionali entro il limite massimo di 700 mila euro.

Altre Notizie