Giovedi, 14 Novembre, 2019

Inquinamento killer in Europa: 470mila morti l'anno per smog

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Evangelisti Maggiorino | 24 Novembre, 2016, 15:30

Una qualità dell'aria che sta "lentamente migliorando", ma sono progressi che evidentemente non bastano: è questa la fotografia dell'aria che si respira in Europa secondo l'Agenzia per l'ambiente del Vecchio continente, che oggi ha diffuso i dati raccolti in 400 città nel periodo 2000-2014. A dimostrazione del fatto che si tratta di uno dei principali fattori ambientali di rischio per la salute umana. A dirlo il Rapporto "Qualità dell'aria in Europa 2016", pubblicato dall'Agenzia europea per l'ambiente. Nonostante i miglioramenti, circa l'85% degli abitanti delle citta' dell'Unione nel 2014 sono stati esposti a inquinamento da particolato a livelli ritenuti dannosi per la salute dall'Organizzazione mondiale della sanita'. Non solo. L'ozono, a livello di troposfera, e' anche ritenuto responsabile della bassa resa delle colture. Tra i primi posti per vittime da smog ci sono anche la Polonia e la Spagna.

Infatti l'inquinamento da particolato così come l'ozono e il biossido di azoto causano o peggiorano problemi respiratori, malattie cardiovascolari, cancro e portano ad aspettative di vita più brevi. Tuttavia, per molti osservatori ridurre le emissioni non basta, e bisognerebbe invece imporre nuovi valori limite alla concentrazione di inquinanti nell'aria, oltrepassati i quali dovrebbero scattare le sanzioni.

Il Parlamento ha approvato in via definitiva i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti, da raggiungere entro il 2030, e tali tetti sono già stati informalmente concordati con la Presidenza del Consiglio dei Ministri UE. Il commissario europeo all'ambiente Karmenu Vella, auspica per un voto positivo del Parlamento. I parlamentari europei del M5S, che hanno votato contro la direttiva, sostengono che il parlamento di Strasburgo abbia "indebolito gli obiettivi di riduzione" per favorire le lobby del petrolio e degli inceneritori. "Abbiamo bisogno di affrontare le cause profonde dell'inquinamento atmosferico, il che richiede una trasformazione radicale e innovativa dei nostri sistemi di mobilità, dell'energia e del sistema alimentare. Questo processo di cambiamento - aggiunge - richiede un'azione da parte di tutti, tra cui le autorità pubbliche, le imprese, i cittadini e la comunità della ricerca".

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