Domenica, 16 Giugno, 2019

Referendum: Napolitano, per giudicare Renzi ci sono Politiche. E lo spread

Referendum: Napolitano, per giudicare Renzi ci sono Politiche. E lo spread Referendum: Napolitano, per giudicare Renzi ci sono Politiche. E lo spread
Deangelis Cassiopea | 21 Novembre, 2016, 22:08

"Sono convinto della necessità di questa riforma da oltre trenta anni in cui il problema non trovava soluzione a fronte di necessità sempre più incalzanti", ha aggiunto.

"Vi trasmetto il mio messaggio: in serena coscienza ed in coerenza con le mie posizioni voterò sì" al referendum: il presidente emerito Giorgio Napolitano ha fatto la sua dichiarazione di voto in tv ospite della trasmissione di Bruno Vespa Porta a Porta.

Per l'ex presidente, se va salvaguardata la prima parte della Carta, non altrettanto vale per "l'organizzazione della vita della Repubblica" dove si registrano delle "debolezze, soprattutto nell'equilibrio dei poteri costituzionali laddove fu lasciato un posto minore al governo rispetto al Parlamento e alla Costituzione e poi si creò il pasticcio del bicameralismo paritario".

"Rischi di una crisi finanziaria - ha sottolineato - ci sono sempre e in questa fase possono anche accrescersi. Non vorremmo vedere il famoso spread che cresce, dobbiamo stare molto attenti, comunque vada il referendum", ha poi affermato Napolitano, commentando l'analisi del 'Financial Times' per il quale, in caso di vittoria del No al referendum, l'Italia potrebbe dire addio all'euro.

"Io sono favorevole a questa riforma perché sono convinto che consentirà al paese di fare un grosso passo avanti". E non si vota nemmeno per le motivazioni che il premier dà liberamente su questa riforma. "A partire dalla questione dei decreti legge".

"Non si vota pro o contro questo governo". Il Senato della riforma composto da sindaci e rappresentanti delle Regioni è utile alla democrazia. Si vota quello che e' scritto nella legge. A lanciare l'allarme è il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Quella sul referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale "è diventata una sfida largamente aberrante: non ritengo che uno degli obiettivi della riforma debba essere tagliare il numero dei parlamentari ma avere un sistema più snello e un Senato rappresentativo delle realtà territoriali". "Poi speriamo che rispetto all'Ue prevalgano posizioni equilibrate", ha detto Napolitano. E' "un pericolo reale", dice Napolitano, secondo cui i partiti di estrema destra potrebbero avere un ruolo determinante.

Altre Notizie