Domenica, 23 Settembre, 2018

Sì della Camera al Decreto Fiscale. Ora il testo passa al Senato

Esposti Saturniano | 19 Novembre, 2016, 21:45

Il voto sul provvedimento è atteso nel pomeriggio: alle 15 iniziano le dichiarazioni di voto e intorno alle 17 è previsto il via libera della Camera al decreto fiscale.

Nella giornata di ieri la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il decreto legge fiscale collegato alla legge di Bilancio, con 272 voti favorevoli e 137 contrari.

Il testo licenziato da Montecitorio, rispetto alla prima versione predisposta dall'esecutivo, punisce con sanzioni meno severe le violazioni delle norme in materia di comunicazione dei dati delle fatture e dei dati delle liquidazioni. A decidere tempi emodalità è stata la conferenza dei capigruppo dopo che ilMinistro Boschi, stamane, aveva posto la questione di fiduciasull'articolo unico del decreto di conversione nel testo giàapprovato dalle commissioni. Si tratta di una 'deroga' per chi supera il compenso massimo annuo previsto per aderire al regime forfettario dei minimi Iva.

Poi semaforo rosso per le cartelle esattoriali e richieste di documentazione da parte del fisco nel mese di agosto. I versamenti 2017 devono coprire il 70% della somma dovuta, il restante si paga nel 2018. Dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2017, se sostenute direttamente dal committente, oltre che le spese alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande, anche le prestazioni di viaggio e di trasporto non costituiscono compenso in natura per il professionista. L'istanza di adesione per chiudere i conti con i concessionari della riscossione senza pagare sanzioni e interessi di mora, dovrà essere presentata entro il 31 marzo 2017.

Anche gli enti locali che non si affidano a Equitalia, ricorrendo direttamente ad ingiunzioni fiscali anziché a vere e proprie cartelle, potranno fare ricorso alla rottamazione. Limite che varrà anche per quanti hanno già depositato la domanda senza beneficiare delle modifiche parlamentari al decreto legge. Saranno sostituiti gli studi di settore con gli "indici sintetici di affidabilità fiscale", che premiano i contribuenti più affidabili con esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti. "Un segnale forte, che da tempo si attendeva".

Dopo l'esame della Camera restano fuori la norma per spalmare in più anni nei bilanci delle banche gli apporti al fondo di risoluzione e l'innalzamento della soglia per l'obbligo di trasformazione delle banche popolari in Spa da 8 a 30 miliardi. Segnaliamo un emendamento presentato dal Pd, il quale contiene al suo interno una proposta di semplificazione in attesa della riforma del catasto, con introduzione dell'Imi, ovvero una nuova tassa comunale che accorpa Imu e Tasi; in questo caso l'aliquota sarà decisa dai Comuni, e per gli immobili e i fabbricati va dall'8,6 all'11,4 er mille, mentre le ville e castelli va dal 5 al 7 per mille.

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