Mercoledì, 15 Luglio, 2020

L'Italia del rugby scrive la storia: battuto il Sudafrica

Cacciopini Corbiniano | 19 Novembre, 2016, 19:24

Al triplice fischio è comunque scattata la festa per un risultato che resterà negli annali del rugby. Che partita! Al 68' Italia che affonda ancora, alla mano, nella metà campo ospite ma su un riciclo il pallone sfugge di mano ad un avanti italiano. O'Shea continua a predicare ottimismo ma la prestanza fisica degli Springboks è ancora fuori portata. Battaglia aveva annunciato capitan Parisse e battaglia è stata. "Loro non sono un avversario semplice, ma vedere Padovani che insegue e placca Fekitoa all'ultimo minuto, vuol dire che la squadra non si è mai arresa, che ha sempre cercato di contrapporsi ai neozelandesi".

Mai gli azzurri avevano battuto una delle grandi dell'Emisfero Sud ed e' successo, con merito, nel capoluogo toscano, di fronte ad un pubblico caldo che ha sostenuto gli azzurri nonostante la pioggia. Un dato che non toglie nulla ai meriti di un'Italia che sta ringiovanendo e finalmente ottiene i risultati e le vittorie.

Punti: 8' meta Habana; 12' meta Van Schalkwyk, tr. Canna; 18' meta De Allende, tr. Lambie; 30' calcio Padovani; 46' calcio Lambie; 57' meta Venditti, tr. Canna; 60' calcio Jantjies; 65' calcio Canna. Il Sud Africa - incredibile - calava e gli azzurri - incredibile - crescevano.

Nella ripresa, il Sud Africa parte forte e l'Italia l'aiuta, restando in 14 per la espulsione momentanea di Fuser che abbatte per l'ennesima volta la touche avversaria.

A favore delle donne non ci saranno solo i ragazzi della LIRF ma anche una rappresentanza della neonata nazionale al femminile di rugby league. Non succede nulla e l'Italia si riporta avanti. Un dato impressionante. E noi c'eravamo, dovevamo restare in gioco 80 minuti e ci siamo riusciti. Se è la partita più importante nella storia del rugby italiano? Sì. Partita pressoché perfetta, 16 anni dopo la sconfitta più pesante nella storia del rugby italiano avvenuta a Durban (RSA), l'Italia si riscatta nel migliore dei modi.

Sergio Parisse: lo sentivamo all'interno della squadra che fosse la strada giusta, anche dopo gli All Blacks.

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