Giovedi, 19 Settembre, 2019

Apple sta testando occhiali per la realtà aumentata

Touch Disease Apple riparerà gli iPhone ma incolpa l'utenza Apple sta testando occhiali per la realtà aumentata
Acerboni Ferdinando | 16 Novembre, 2016, 12:30

Inizialmente, il gadget si è rivelato davvero un prodotto interessante ma successivamente si è scoperto che c'erano alcune cose che non andavano ai consumatori, in primis il prezzo di vendita pari a 1.500 dollari (circa 1.392 euro).

Secondo quanto riferito dal giornale online, la società di Cupertino ha discusso con i fornitori di hardware e anche ordinato "piccole quantità di schermi da usare vicino agli occhi" per scopo di test per realizzare qualcosa di simile agli occhiali Spectacles di Snapchat e Progetto Aura di Google (ex progetto Glass). L'obiettivo sembra essere quello di sviluppare un paio di occhiali che possono connettersi in modalità wireless ad un iPhone per sovrapporre informazioni sul campo visivo a chi utilizza il visore. Il prodotto, se Apple decidesse di farlo, non sarebbe in commercio prima del 2018. La società ha anche acquistato compagnie come PrimeSense, Metaio e Flyby, tutte startup che si focalizzano principalmente sui software per la realtà aumentata, la mappatura tridimensionale e computer vision.

A conferma di ciò sono anche arrivate le assunzioni effettuate dal mese di Settembre, in cui la Mela ha iniziato ad assumere sia esperti in realtà virtuale che aumentata, lasciando aperta la porta a tutto. Ovviamente, non aspettatevi che gli occhiali di Apple saranno disponibili a breve.

Esattamente come accadeva (o sarebbe dovuto accadere) per i Google Glass, la variante Apple degli occhiali hi-tech si configurerebbe come una sorta di dispositivo ibrido a metà strada tra un visore per la realtà virtuale ed un comune schermo, dato che la sua funzione sarebbe semplicemente quella di riprodurre sulle lenti degli occhiali i contenuti presenti sul display di iPhone e di aumentarne il livello di interazione mediante il ricorso ad un sistema di auricolari e microfoni, senza che gli stravolgimenti tipici della realtà virtuale vengano apportati ai contenuti proposti.

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