Giovedi, 18 Luglio, 2019

Germania, Facebook e Zuckerberg sotto inchiesta

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Evangelisti Maggiorino | 15 Novembre, 2016, 16:49

Il legale ha elencato una serie di casi in cui il social network non avrebbe cancellato i post ignorando ripetute richieste: "per lo più' Facebook non reagisce o dichiara senza rischi" i post "con una formulazione standard", sostiene lo Spiegel. Non c'e' posto per l'odio su Facebook. "Lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner per combattere l'hate speech e promuovere il counter speech", ha commentato un portavoce di Facebook.

A rivelare la news - senza precedenti - è Der Spiegel: in Germania, alcuni dirigenti statunitensi di Facebook - tra i quali si trova anche Mark Zuckerberg - sono indagati a causa della mancata eliminazione di contenuti antisemiti e, in modo particolare, di minacce nonché di apologie e negazione nei confronti della tragedia del genocidio ebraico. "Non è consentito sostenere o elogiare i leader di tali organizzazioni o giustificare le loro attività violente".

Il fondatore del noto social network Facebook, Mark Zuckerberg, che grazie a questa piattaforma sociale è diventato ricco e famoso, probabilmente non avrebbe mai pensato di diventare anche protagonista di un'indagine per istigazione all'odio.

Ad innescare nuova la vertenza la denuncia penale presentata da un avvocato di Wuerzburg (Baviera), Chan-jo Jun, che accusa Facebbok di omesso controllo e di non aver rimosso messaggi di incitamento all'odio dalle pagine di alcuni suoi utenti nonostante numerose segnalazioni. Il settimanale ricorda infatti come un'altra inchiesta aperta lo scorso marzo dalla procura di Amburgo contro sempre Zuckerbeg, Sandberg ed altri top manager, non andò a buon fine perché tutti non vivono in Germania, e si limito a prendere di mira i referenti che operavano nel Paese.

In Italia, intanto, Facebook Inc. si trova a fronteggiare una situazione piuttosto annosa, dovuta ad un clamoroso episodio che ha portato, in ultimo, al suicidio di una donna napoletana. I vide erano già stati segnalatati da tempo ma non erano stati rimossi dal social.

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