Domenica, 15 Settembre, 2019

"Facebook non toglie post violenti". Zuckerberg indagato in Germania

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Acerboni Ferdinando | 15 Novembre, 2016, 14:30

Al riguardo Facebook, in accordo con quanto riportato da LaStampa.it, a Berlino ha un team di 200 persone che si occupa proprio di filtrare tutti quei messaggi e quei contenuti che incitino all'odio razziale, ma è probabile che molto spesso quanche contenuto sfugga ai filtri con conseguenti ripercussioni negative sulla sensibilità dell'opinione pubblica. Facebook si vedrà costretta a saggiare i limiti della legge tedesca in materia di libertà di espressione e di volksverhetzung, ovvero l'incitamento all'odio attorno a cui ruota l'indagine in corso. Il legale ha elencato una serie di casi in cui il social network non avrebbe cancellato i post ignorando ripetute richieste: "per lo più' Facebook non reagisce o dichiara senza rischi" i post "con una formulazione standard", sostiene lo Spiegel. A dare il via all'inchiesta è stata una denuncia fatta pervenire alla Procura dall'avvocato Chan-jo Jun di Wuerzburg. In un recente rapporto del governo tedesco sulla qualità della vita in Germania, l'esecutivo si è detto preoccupato del fatto che nel 2015, rispetto all'anno precedente, i "post dell'odio" sono aumentati del 176%.

Mark Zuckerberg è indagato in Germania, perché Facebook non avrebbe rimosso presunti "contenuti criminali" nonostante le segnalazioni ricevute.

Non è la prima denuncia simile che viene esposta a Facebook: all'inizio del 2016 una denuncia del genere era stata esposta alla Procura di Amburgo, ma era stata fermata sul nascere per carenza di competenza territoriale. In ogni caso per Facebook Italia, così come per le altre piattaforme, parlare di controllo preventivo equivale ad introdurre una sorta di "spionaggio preventivo sui dati" o, per meglio dire, una sorveglianza, il che non collude con i paradigmi di un ambiente sociale in rete. Non c'e' posto per l'odio su Facebook. Da tempo il colosso, come altri big della Silicon Valley, è stato chiamato a rimuovere anche i contenuti dei gruppi terroristici come Isis e partecipa ad attività di contro narrativa per contrastare l'estremismo.

Facebook, sulla questione, però, si è rifiutato di commentare.

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