Domenica, 22 Settembre, 2019

Usa: seconda notte di proteste anti Trump

Trump Il presidente eletto ha confermato che saranno espulsi 2-3 milioni di clandestini
Machelli Zaccheo | 13 Novembre, 2016, 23:04

Alcuni si erano arrampicati sui lampioni, altri avevano tentato di superare le barriere e di avvicinarsi dell'ingresso della residenza: "Quell'uomo non è il mio presidente e voglio gridarglielo in faccia" ha protestato una ragazza, mentre la polizia le metteva le manette.

Donald Trump non ha semplicemente vinto una elezione presidenziale, peraltro con un margine al di là di ogni aspettativa più ottimistica.

Agenpress - A Los Angeles a migliaia sono scesi in piazza per esprimere il disappunto per l'elezione di Trump e alcune centinaia di persone hanno bloccato una grande arteria di comunicazione, provocando code lunghe chilometri.

In queste ore, infatti, sta montando la protesta per le strade di molte città americane. Intanto sui social media e' diventato virale un video che ritrae studenti di una scuola media del Michigan che scandiscono: "costruisci il muro". A New York, nonostante la pioggia, si sono radunati a Union Square e hannno poi sfilato verso Midtown fino alla blindatissima Trump Tower, sulla Fifth Avenue, dove si trova l'abitazione del nuovo presidente Usa. Le proteste di piazza hanno dato voce alle preoccupazioni che il successore di Obama implementi misure restrittive dei diritti civili come ha minacciato in campagna elettorale: per sedici mesi Trump è stato un candidato imprevedibile e non ci sono certezze se sia ricorso a questi messaggi di intolleranza per conquistare voti o per convinzione personale. "Amo il fatto che piccoli gruppi di dimostranti la scorsa notte abbiano dimostrato passione per il nostro grande Paese". Per altro, il nuovo presidente ha detto di voler abbassare l'imposizione fiscale. Ma per ora prevalgono la rabbia, la frustrazione, l'incapacità di metabolizzare una sconfitta cocente, il timore di una totale inversione di rotta dopo l'inclusiva era Obama. Decine gli arresti, anche se finora tutte le manifestazioni - con l'eccezione di quella a Oakland, in California, dove sono state infrante vetrine - sono state pacifiche.

Misure di sicurezza eccezionali sono state adottate per tenere a distanza i contestatori dalla Trump Tower a Manhattan, dove vive il neo-eletto presidente.

Un uomo sarebbe rimasto ferito. Ma il popolo degli Stati rurali e quello a basso reddito queste cose non è in grado di valutarle, anche se valuta perfettamente, in modo più istintivo che tecnico, che dagli anni 90 in poi il ceto medio americano ha smesso di crescere, e dopo il 2008, con una globalizzazione che ha cominciato a galoppare sempre più forte, ha innestato addirittura un'insopportabile retromarcia. Senza problemi i cortei a San Francisco, dove sono spuntate anche bandiere arcobaleno e messicane, a Filadelfia e Baltimora. Chi l'ha praticato (soprattutto Hillary Clinton, che dalla propria parte aveva tutto l'establishment culturale e più del 90% dei media statunitensi) ha indubbiamente manifestato scarso senso di responsabilità e scarso rispetto per il proprio paese. Proteste anche fuori la Casa Bianca, a Washington. "Unitevi a noi il giorno dell'investitura per far sentire la vostra voce".

Ha riferito Iger, aggiungendo: "È troppo presto per speculare su ciò che l'amministrazione Trump significherà per la Disney o per le altre aziende".

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