Martedì, 16 Luglio, 2019

Isis: Mosul, 40 civili uccisi e appesi ai lampioni

Veicoli militari iracheni nei dintorni di Mosul Veicoli militari iracheni nei dintorni di Mosul
Evangelisti Maggiorino | 12 Novembre, 2016, 10:18

Dopo essere stati cacciati dalla città, gli jihadisti hanno sparato munizioni con agenti chimici contro le postazioni militari, colpendo anche case civili.

Le vittime, ha denunciato Amnesty, sarebbero state prima picchiate con i calci dei fucili e con delle catene e poi uccisi.

I parenti hanno denunciato alle organizzazioni umanitarie di non sapere dove si trovano i familiari e hanno detto di non essere stati in grado di mettersi in contatto con nessuno di loro dal momento in cui sono stati incarcerati. Punizioni come sempre spettacolari, visto che la stessa Reuters cita il ritrovamento di cinque persone crocefisse messe in mostra ad un incrocio stradale martedì scorso.

All'offensiva prendono parte 100mila uomini, tra cui peshmerga curdi, le truppe irachene e forze della coalizione internazionale.

Sono diversi i casi citati nel documento della ong e l'ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra ha annunciato un'indagine per capire l'esistenza di eventuali collegamenti tra una fossa comune rinvenuta a Hamam al-Alil e i corpi ritrovati nella zona di Saami. In realtà è anche vero che è come cercare un ago in un pagliaio, ma i metodi brutali e spiccioli usati dalle forze irachene secondo HRW "aumentano il rischio" circa l'uso di metodi come la tortura.

E mano a mano che procede l'offensiva nella seconda più grande città irachena, controllata per più di due anni da Daesh, emergono le atrocità commesse nel nome del Califfato.

Secondo quanto ha riferito l'emittente di Stato "nel pomeriggio (locali) di oggi, i combattimenti sono proseguiti con l'avanzata delle forze antiterrorismo nel quartiere, parti del quale sono stati liberati".

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