Domenica, 23 Settembre, 2018

Leonard Cohen Morto: Hallelujah il suo grande successo

Deangelis Cassiopea | 11 Novembre, 2016, 15:12

Dotato di un gran talento nella scrittura, nella sua lunga carriera riuscì a ottenere ottimi risultati come poeta e come musicista; dotato di una voce indistinguibile, negli anni ha inciso hit che lo hanno reso famoso soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta.

"Abbiamo perduto uno dei visionari più prolifici e rispettati del mondo della musica". I funerali si svolgeranno a Los Angeles fra qualche giorno. La notizia arriva dalla Sony Music canadese direttamente attraverso la pagina facebook del riferimento indiscutibile dei cantautori anni '60.

Leonard Cohen è morto: il compositore canadese di 82 anni è morto la scorsa notte a Los Angeles.

I suoi primi lavori hanno dentro qualcosa una tale malinconia che essa gli vale il titolo di "Poeta laureato in pessimismo" a partire da "Songs of Leonard Cohen" del 1967.

L'autore di "Suzanne" e "Hallelujah" sentiva vicina la fine e non lo nascondeva, con quello scabroso senso di cruda verità che ammantava anche le più romantiche delle sue liriche.

Nuova collocazione per "Supercinema", il rotocalco d'informazione cinematografica di Antonello Sarno, che dal 14 novembre anticipa la programmazione al lunedì, sempre in seconda serata, su Canale 5, per accompagnare le uscite in sala dei nuovi film del weekend. Ha avuto due figli, Adam e Lorca, entrambi da una relazione con l'artista Suzanne Elrod. Li' aveva pubblicato la sua prime raccolte di poesie, Flowers for Hitler (1964) e i romanzi The Favourite Game (1963) e Beautiful Losers (1966). Venerato da legioni di fan, e diretto ispiratore del maggiore cantautore italiano (Fabrizio De Andrè, che tradusse quattro suoi pezzi), cantava di amori infelici, di donne che ti conducono nel loro posto vicino al fiume, là dove puoi sentire le barche andare via, di lacrime e risate, e ancora lacrime e risate, di abissi e risalite. Il singolo, uscito nel 1984 che è stato reinterpretato da moltissimi artisti tra cui anche Jeff Buckley. "Sono pronto, mio signore", recita il verso della canzone "You want it darker", nel disco omonimo pubblicato ad ottobre e che rimarrà il suo testamento musicale. "La canzone spiega che diversi tipi di alleluia esistono", disse Cohen, "e tutte le alleluia perfette e infrante hanno lo stesso valore".

Altre Notizie