Venerdì, 19 Luglio, 2019

Usa 2016, la vittoria di Trump sui giornali stranieri: "Trionfo"

Trump neo Presidente Usa Martinez Usa 2016, la vittoria di Trump sui giornali stranieri: "Trionfo"
Evangelisti Maggiorino | 10 Novembre, 2016, 00:18

Sono questi i numeri (non definitivi) che esprimono la vittoria del candidato repubblicano.

L'agenzia di stampa France Presse ha parlato con Larry Sabato, direttore del Centro per la politica dell'Università della Virginia e autore del blog Crystal Ball, sul quale aveva prospettato un'ampia vittoria della candidata democratica.

Le star che erano scese in campo a favore di Hillary Clinton commentano i risultati delle elezioni presidenziali che vedono Donald Trump eletto 45esimo presidente degli Stati Uniti. La stessa Hillary Clinton ha accettato la sconfitta, congratulandosi al telefono con il nuovo presidente e non ha intenzione di parlare ai suoi sostenitori. "Spero - ha dichiarato -, che si apra una pagina nuova nei rapporti tra Russia e Stati Uniti". Ho appena ricevuto le congratulazioni di Hillary Clinton e io mi congratulo con lei. "Perché e in base a cosa gli americani dicono che Bashar al Assad deve lasciare (il potere) e la persona che loro hanno in mente dovrà essere presidente?". "Nessuno resterà indietro-ha aggiunto Trump-, nessuno sarà dimenticato". Tiene Mosca in rialzo dell'1,2%.La Borsa di Milano, in linea con il resto dei listini europei, riduce le perdite dopo un avvio in forte calo sulla scia dell'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Toni distensivi che cancellano quelli brutali della campagna elettorale. "Ora però dobbiamo accettare il risultato e guardare al futuro, dobbiamo dare a Trump la possibilità di governare, adesso lui è il nostro presidente". Anche per la "diversità" della campagna elettorale che lo ha portato sino alla presidenza.

Centrale è stata la conquista dello Stato della Pennsylvania, che non votava un candidato repubblicano dal 1992.

L'effetto Trump potrebbe essere già alle spalle.

Senza contare, poi, che impugnare gli accordi internazionali sarebbe un danno per l'export, il cui valore che per i costruttori Usa è diventato sempre più determinante, in crescita a due cifre percentuali rispetto a dieci anni fa ed ormai arrivato a superare i due milioni di veicoli all'anno.

Giù anche il dollaro e comincia la corsa ai beni rifugio, a partire dall'oro - le cui quotazioni sono in vistoso rialzo - e dai titoli di Stato americani.

Gli investitori temono per le ripercussioni sul fronte economico, commercio e immigrazione. "Perché - continua l'esponente della Cgil - è una politica che funziona solo se saranno in grado di recuperare velocemente il surplus commerciale, aumentando le esportazioni o riducendo le importazioni".

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