Domenica, 15 Settembre, 2019

Skype, privacy a rischio con le videochiamate e i suoni della tastiera

Skype, privacy a rischio con le videochiamate e i suoni della tastiera Skype, privacy a rischio con le videochiamate e i suoni della tastiera
Acerboni Ferdinando | 09 Novembre, 2016, 01:28

L'argomento interessa un'ampia platea di utenti: avvocati e giornalisti, consulenti finanziari e magistrati, dirigenti d'azienda e diplomatici. Potrebbe dunque essere a rischio la privacy di chi, nel corso di una chiamata via Skype, scrive email, invia messaggi tramite WhatsApp Web o utilizzando le chat di Facebook, Twitter e Instagram. Lo rivela una ricerca internazionale, pubblicata su arXiv, condotta dall'Università di Padova, dalla Sapienza di Roma e dall'Università Irvine della California, secondo la quale non sono sicure le comunicazioni che passano dalla tastiera del proprio Pc mentre si comunica con il VoIP. Finora, però, era necessario conoscere bene lo stile di digitazione della vittima, e soprattutto posizionare un dispositivo di registrazione vicino alla tastiera della persona presa di mira.

C'è chi mette una etichetta sulla webcam per paura di essere spiato inconsapevolmente dagli hacker quando il PC è acceso e chi, noncurante di tutto, arriva anche a digitare le password durante le videochiamate. a quanto pare la privacy è a rischio se si fa questa ultima cosa utilizzando sistemi di video messaggistica come Skype. Lo studio ha mostrato che se la persona con cui si effettua la videochiamata è malintenzionata, può registrare il suono prodotto dalla pressione dei tasti da remoto e, attraverso la tecnologia del machine learning, risalire a cosa è stato digitato sulla tastiera.

Le probabilità di individuare una password, un indirizzo email o un codice digitato al Pc oscillano tra il 42 e il 92 per cento, a seconda della tastiera utilizzata e dello stile di digitazione: "La T schiacciata su un MacBook emette un suono diverso rispetto alla stessa lettera digitata su un altro computer o alla R, che pure si trova accanto sulla tastiera", precisa lo studio, ma dal suono dei tasti è possibile risalire al modello di tastiera utilizzato dall'ignara vittima.

I software VoIP - ovvero di telefonia attraverso la rete Internet - sono tra i programmi di uso più frequente. La ricerca si è soffermata sui più diffusi: Skype e Google Hangouts.

"La capacità di attaccare vittime potenzialmente sconosciute invita a non digitare informazioni sensibili durante l'utilizzo di questi software - spiega Mauro Conti, membro del gruppo di ricerca -".

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