Giovedi, 24 Settembre, 2020

Milik si racconta: "A Napoli, la squadra è una religione"

Napoli parola a Milik Milik si racconta: "A Napoli, la squadra è una religione"
Cacciopini Corbiniano | 07 Novembre, 2016, 22:03

Il Napoli dall'infortunio di Arkadiusz Milik sembra essere entrato in una crisi da incubo che non vede fine, nonostante il gioco continui a vedersi mancano i risultati che cominciano ad allontanare gli azzurri dai primi posti in classifica.

Lo stesso giocatore ha poi precisato nel corso dell'intervista: "Non voglio avere fretta, ho ancora una carriera intera davanti". Sto perdendo tanto ora, ma recupererò in seguito. Quando sarò sano al cento per cento e i medici mi daranno l'ok, tornerò sicuramente. Speriamo possa accadere in primavera... Non è gonfio e non ci sono accumuli di sangue, ma non voglio sbilanciarmi.

Che quindi rivive il momento dell'infortunio e ammette: "Quando ho saputo la diagnosi ho pianto".

Tutto è iniziato con quell'infortunio fortuito: "Al 99% in questi casi finisce con una lieve contusione, ma purtroppo può succedere". Si tratta del mio primo infortunio di questa gravità, ma ora va molto meglio. Svolgo almeno due seduete d'allenamento al giorno, alle 9 sono al centro sportivo e torno a casa alle 16, poi svolgo degli esercizi supplementari. E quasi ogni giorno vado in bicicletta anche se a un ritmo lento. Sono ancora all'inizio del percorso...".Con tanto tempo libero il problema è l'annoiarsi:"Cerco di ammazzare il tempo facendo cose che in genere non posso fare.

Sul rapporto con Napoli ed i tifosi: "A Napoli il calcio è come la religione e passeggiare tra la gente è difficile. Tutti mi chiedono foto, autografi: naturalmente è qualcosa di bello, ma a volte c'è bisogno di prendersi una pausa dal caos e dalla frenesia". Ad un semaforo hanno bussato al finestrino e mi hanno chiesto un autografo. Mi hanno aiutato molto i tifosi nei primi giorni: "mi hanno inviato tantissimi messaggi". Temevo volessero altro. I compagni di squadra mi hanno consigliato di non portare in giro oggetti costosi come orologi di lusso per evitare certe situazioni spiacevoli. Poco fa, a San Gregorio Armeno, hanno realizzato la statuina con le mie fattezze, e hanno insistito per regalarmela. "Avrò pagato nei ristoranti due volte su dieci". In città ci conoscono tutti non si parla d'altro che di noi e non ci lasciano pagare nulla.

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