Venerdì, 14 Agosto, 2020

Taglio stipendio parlamentari: cosa prevedono la proposta M5S e quella di Renzi

Caso firme false M5s a Palermo deputati rifiutano autosospensione e accusatore Taglio stipendio parlamentari: cosa prevedono la proposta M5S e quella di Renzi
Evangelisti Maggiorino | 07 Novembre, 2016, 21:23

Come da copione, la proposta di legge M5s per dimezzare gli stipendi degli onorevoli se ne torna da dove era venuta: in commissione. L'Assemblea di Montecitorio l'ha stabilito esprimendo 109 voti di differenza su tutte le altre forze politiche che avevano espresso parere contrario, tranne i deputati di Conservatori e riformisti che si sono astenuti. La stessa Lombardi, prima del voto, aveva definito "inaccettabile" il rinvio del ddl in Commissione. Molto probabilmente domani il Partito Democratico voterà in massa no, con la speranza dei cittadini in questo caso che poi lo stesso partito si adoperi per proporre una legge con lo stesso scopo ma quella "forma" che Renzi crede sia migliore. "Siamo Davide contro Golia" - ha proseguito Di Battista - "ma non molleremo di un centimetro!".

Ha citato il 4 dicembre, il giorno del referendum, anche lì si vota per una riduzione dei costi. "Sono come vacche autonominatesi sacre", ha scritto sul blog il leader Beppe Grillo. Per Alessia Morani "c'è un solo modo per tagliare i costi della politica: si chiama 'fare le riforme', solo che non piace a chi chiede semplici operazioni di maquillage". A firma Roberta Lombardi la legge ufficialmente battezzata da Grillo vuole portare la retribuzione mensile dei parlamentari a 5.000 euro lordi (dodici mensilità). Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando a 'In mezz'ora' della proposta del M5S sull'argomento. Da subito la maggioranza di governo non ha accolto favorevolmente la proposta per cui, in vista del referendum, onde evitare drastiche perdite di consensi, il rinvio in commissione del ddl è sembrata l'unica soluzione possibile, così come di fatto è accaduto. Il testo è arrivato in Aula nelle scorse ore e ha ricevuto il no di tutti i partiti, ma ha strappato a sorpresa il sostegno del presidente della Cei Angelo Bagnasco che ha detto "il taglio sarebbe un segnale positivo".

"Oggi, alle 15 vi aspettiamo in Piazza Montecitorio. Alla fine del mese gli si dia il 37 per cento dello stipendio". In aula e fuori, con un comizio improvvisato dei deputati pentastellati per il centinaio di attivisti che issavano striscioni con la scritta 'Dimezzatevi lo stipendio', è andata in scena la protesta del Movimento soprattutto contro il Pd accompagnata sui social da una campagna con l'hashtag #RenziNonNasconderti. Intervenendo in precedenza durante il dibattito il capogruppo del Pd Ettore Rosato ha motivato la scelta della maggioranza di affossare già oggi il dibattito sul provvedimento: "La politica deve tornare ad avere credibilità e non la ritrova dicendo che prende meno soldi puntando allo zero ma quando diventa efficiente". Interventi sono previsti anche sulla diaria, per ridurla alla natura di un rimborso spese destinato solamente ai parlamentari che non vivono a Roma, e solo per le spese davvero sostenute e documentate, per un massimo comunque di 3500 euro.

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