Sabato, 21 Settembre, 2019

Bersani: "Questo Pd è arrogante e suddito, ma rimane casa mia"

Bersani: Bersani: "Questo Pd è arrogante e suddito, ma rimane casa mia"
Deangelis Cassiopea | 07 Novembre, 2016, 13:37

Non arroganza e non sudditanza - ha aggiunto Bersani, a margine di un convegno alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo -. Sul tema della Costituzione - prosegue - non esiste una disciplina di partito. "Io sto cercando di tenerli dentro, ma se il segretario dice fuori fuori bisognerà rassegnarsi" attacca l'ex segretario senza escludere per la prima volta la possibilità di quella scissione a lungo negata. Un partito che è al governo e ha la maggioranza in Parlamento e pone la fiducia sull'Italicum non può certo cavarsela con un foglietto fumoso.

Sulla situazione attuale nel Partito Democratico il giudizio è durissimo: "Il Pd è un partito plurale che non può camminare sulle gambe dell'arroganza e della sudditanza". Il ballottaggio perso induce l'ex segretario a una riflessione: "Questa storia che il Pd fa tutto da solo si sta dimostrando debole, abbiamo perso tutti i ballottaggi".

"Questo non va bene" aggiunge Bersani. "Su quel foglietto c'è scritto stai sereno, ma io voto no". Mi preoccupa l'incrocio tra il referendum e l'Italicum, con un 'governo del capo' e parte del Parlamento nominato. Non si aspettino che io levi il disturbo, io e gli altri. "Gli stessi che 18 anni fa decretarono la fine dell'Ulivo perché non comandavano loro, e ora provano a decretare la fine del Pd", l'affondo di Renzi che sottolinea: "se oggi 30-40enni guidano città e aziende è perché qui qualche inguaribile sognatore ha rifiutato la logica del "ciccio, rispetta la fila". "Il segretario deve dare indicazione poi ognuno sceglie con propria testa", continua Bersani, scettico anche sul possibile accordo nel partito a proposito della legge elettorale.

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