Venerdì, 15 Novembre, 2019

Giubileo dei carcerati, il Papa chiede un atto di clemenza

Papa detenuti non c'è solo via carcere Papa detenuti non c'è solo via carcere
Evangelisti Maggiorino | 06 Novembre, 2016, 23:21

Città del Vaticano - "A volte, una certa ipocrisia spinge a vedere in voi solo delle persone che hanno sbagliato, per le quali l'unica via è quella del carcere". Fiducia nella riabilitazione, nella possibilità di cambiare vita e clemenza per i carcerati ritenuti idonei. Il giorno dopo, domenica, il programma prevede, nella Basilica di San Pietro, alle ore 9, un momento celebrativo accompagnato da alcune testimonianze; seguirà la preghiera del Rosario come preparazione alla Messa che papa Francesco celebrerà alle ore 10.

"Ogni volta che entro in una prigione mi chiedo: perché non io?" Tutti abbiamo la possibilità di sbagliare.

Ed esorta: "Cari fratelli e sorelle, in occasione dell'odierno Giubileo dei carcerati, vorrei rivolgere un appello in favore del miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri, affinché sia rispettata pienamente la dignità umana dei detenuti". Una cosa, infatti, è ciò che meritiamo per il male compiuto; altra cosa, invece, è il 'respiro' della speranza, che non può essere soffocato da niente e da nessuno.

"Veneriamo la Vergine Maria in questa statua che la raffigura come Madre che tiene tra le braccia Gesù con una catena spezzata, la catene della schiavitù e della prigionia". Che hanno annunciato che sono state oltre 10 mila le adesioni dei detenuti che partecipano al digiuno di dialogo per condividere, anche da dietro le sbarre, la battaglia per l'amnistia promossa dai Radicali. Il rapporto tra popolo e democrazia, ha osservato, "dovrebbe essere naturale e fluido", ma "corre il pericolo di offuscarsi fino a diventare irriconoscibile". Qualunque cosa, piccola o grande, il cuore ci rimproveri, "Dio e' più grande del nostro cuore: dobbiamo solo affidarci alla sua misericordia". "Anche la Chiesa può e deve, senza pretendere di avere il monopolio della verità, pronunciarsi e agire specialmente davanti a situazioni in cui si toccano le piaghe e le sofferenze drammatiche, e nelle quali sono coinvolti i valori, l'etica, le scienze sociali e la fede". E ci sono anche rappresentanti delle persone recluse all'estero: dodici i Paesi che hanno accettato la richiesta di far espatriare i carcerati per permettere loro di incontrare il pontefice.

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