Lunedi, 21 Ottobre, 2019

Terremoto: Ingv, deformazioni in 130 km quadrati

Il risultato dei rilevamenti fatti dal satellite europeo Sentinel-1 dai quali è possibile calcolare gli abbassamenti del suolo.|INGV Il risultato dei rilevamenti fatti dal satellite europeo Sentinel-1 dai quali è possibile calcolare gli abbassamenti del suolo.|INGV
Evangelisti Maggiorino | 06 Novembre, 2016, 19:13

Secondo questo studio, la zona in cui si sono verificati "i maggiori movimenti del terreno" è stata delimitata dai ricercatori con un'ellisse lunga circa 40 chilometri e larga circa 15, ha spiegato all'Ansa Stefano Salvi dell'Ingv.

Il dato è stato di nuovo aggiornato dopo un'ulteriore analisi dei dati del satellite radar Sentinel 1, del programma europeo Copernicus, elaborate dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dall'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr): l'area che ha subìto una grave deformazione del territorio in seguito alle nuova e pesanti scosse di terremoto occuperebbe una superficie di circa 1.100 chilometri quadrati, vasta quasi come quella del Comune di Roma. I simboli in giallo indicano il verso del movimento del terreno: il segno più indica il sollevamento del terreno e quello meno un abbassamento. Nelle immagini diffuse oggi dall'Irea-Cnr si evidenziano due grossi lobi di deformazione orizzontale, uno con uno spostamento verso est baricentrato all'incirca nell'area di Montegallo (con un massimo di circa 40 cm), l'altro con spostamenti verso ovest centrati nell'area di Norcia (con un massimo spostamento di circa 30 cm).

In grigio le faglie che hanno causato il sisma del 24 agosto, in rosa quella del 30 ottobre. Alcune informazioni sono già circolate in questi giorni, ma è del 1 novembre il comunicato ufficiale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che insieme al Centro Nazionale delle Ricerche ha analizzato le deformazioni del suolo con la tecnica dell'Interferometria SAR Differenziale. Mentre le interruzioni, gli addensamenti o le piegature ad angolo acuto delle frange sono dovute a movimenti di rottura più superficiali.

In grigio le faglie che hanno causato il sisma del 24 agosto in rosa quella del 30 ottobre. | INGV
In grigio le faglie che hanno causato il sisma del 24 agosto in rosa quella del 30 ottobre. | INGV

Alla rottura direttamente legata al sisma (la dislocazione sulla faglia) è imputabile l'andamento concentrico generale delle frange colorate. "E' il contributo dei terremoti alla costruzione dei paesaggi Appenninici", conclude l'esperto Ingv.

"La nostra capacita' di osservazione rispetto al passato e' enormemente migliorata, con le tecnologie satellitari da centinaia di chilometri di distanza, cioe' dallo spazio, riusciamo a rilevare deformazioni centimetriche, cioe' della precisione di pochi centimetri, queste nuove capacita' aumentano le conoscenze rispetto agli effetti dei terremoti" afferma Lanari, sottolineando che "tutti i terremoti verificatisi negli ultimi mesi nell'Italia Centrale, dal 24 agosto al 30 ottobre, stanno accumulando deformazione del terreno che noi rileviamo attraverso le analisi satellitari".

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