Giovedi, 19 Settembre, 2019

Tiziana Cantone, il Tribunale di Napoli: "Facebook doveva rimuovere i video"

Tiziana Cantone, il Tribunale di Napoli: Tiziana Cantone, il Tribunale di Napoli: "Facebook doveva rimuovere i video"
Acerboni Ferdinando | 06 Novembre, 2016, 10:34

E' quanto ha stabilito il Tribunale civile di Napoli Nord sul caso della giovane suicidatasi lo scorso 13 settembre dopo la diffusione sul web, a sua insaputa, di video hard che la ritraevano.

Gli avvocati avevano citato il decreto 70/2003 che recepisce nella normativa italiana la direttiva comunitaria sull'e-commerce, relativamente alla circostanza che il giudice riteneva che a fronte della notifica del ricorso, Facebook avrebbe dovuto rimuovere quei contenuti, senza però che ci fosse un ordine delle autorità competenti, necessario a loro giudizio. "Facebook", continua l'avvocato Orefice, "ha ora l'obbligo morale di fornire tutti gli elementi utili a individuare le generalità di quelle persone che, nascoste dietro falsi profili, hanno aperto le pagine su cui sono state caricati quei contenuti diffamatori, tra link, video e commenti offensivi, che hanno contribuito a creare quella gogna mediatica che ha determinato in Tiziana quello stato di prostrazione che l'ha portata alla morte". Dunque con ordinanza ha parzialmente rigettato il reclamo di Facebook Ireland, dando invece ragione alla madre di Tiziana, Teresa Giglio.

La storia è nota: Tiziana Cantone, 31 anni si era suicidata il 13 settembre per alcuni video hot che aveva girato con il cellulare, diventati virali sui social.

Nuovo tassello (giudiziario) nella triste vicenda di Tiziana Cantone. La 31enne si era rivolta al giudice con un ricorso d'urgenza per chiedere il diritto all'oblio e la cancellazione di tutti i link che riproducevano le scene sessuali di cui si era resa protagonista, da lei inviate ad alcuni amici in forma riservata via whatsapp ma finite sui social senza il suo consenso.

Facebook doveva rimuovere il video hard di Tiziana. La sentenza, ovviamente. è destinata a fare giurisprudenza nel conflitto fra 'privacy e libertà degli utenti di internet' ed arriva per altro nel giorno in cui a molti chilometri di distanza, a Monaco di Baviera, i giudici tedeschi stanno indagando i vertici di Facebook, fra cui lo stesso fondatore Mark Zuckerberg, per la mancata rimozione di contenuti criminali come minacce e negazioni del genocidio ebraico. "La madre di Tiziana", conclude il legale, "auspica che Facebook ora collabori concretamente con le due Procure impegnate nelle indagini penali".

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