Sabato, 18 Settembre, 2021

Turchia, dal golpe alla "dittatura": arrestati parlamentari filo-curdi

Turchia, dal golpe alla Turchia, dal golpe alla "dittatura": arrestati parlamentari filo-curdi
Esposti Saturniano | 06 Novembre, 2016, 10:11

Lo scorso 20 maggio il Parlamento aveva cancellato l'immunità dei deputati.

Secondo le prime notizie, l'esplosione è avvenuta nei pressi di una sede della polizia nel quartiere di Baglar, provocando diversi "martiri" sia tra le forze di sicurezza che tra i civili. I nostri seggi in parlamento sono i maggiori ostacoli per le necessarie modifiche costituzionali. Il divieto rientra nella recente stretta delle autorità sui politici curdi, molti dei quali sono stati accusati di legami con i terroristi del Pkk. Quasi in contemporanea si è registrata un'ulteriore stretta sui media: questa volta a finire dietro le sbarre sono stati 13 giornalisti della testata laica d'opposizione Cumhuriyet. Intanto prosegue la censura del governo di Ankara. In particolare, la polizia ha arrestato i co-presidenti del partito, Selahattin Demirtas e Figen Yüksekdag.

La mano dura del governo turco contro l'Hdp di fatto era iniziata già durante le elezioni generali del giugno 2015, in cui il partito progressista e filo curdo andò per la prima volta oltre la soglia del 10 per cento ed entrò in Parlamento. Secondo una nota della procura di Diyarbakir, gli ordini di cattura sono stati emessi sulla base di "forti sospetti e solide prove".

Numeri da golpe riuscito questi, a cui debbono aggiungersi le misure che hanno portato alla chiusura di almeno tre agenzie di stampa, sedici canali televisivi indipendenti, ventitre radio, 45 quotidiani online e cartacei, 15 riviste e 29 case editrici. I deputati curdi sono stati fermati dopo l'entrata in vigore della legge che ha rimosso l'immunità parlamentare, per essersi rifiutati di presentarsi spontaneamente davanti ai giudici. Accusa che gli esponenti dell'HDP hanno sempre respinto. Le accuse fabbricate contro di loro e tutti gli altri membri del gruppo devono essere eliminate. "Il nostro è un appello per evitare una guerra civile e salvare la democrazia".

"Demirtas era indagato dalla procura di Diyarbakir, città della Turchia sud-orientale, anche per aver "insultato le istituzioni dello Stato", per aver "istigato apertamente a commettere un crimine" e per aver "diffamato il presidente" Recep Tayyip Erdogan".In realtà Demirtas non fa altro che il suo dovere di parlamentare dell'opposizione, funzione che il partito di maggioranza rekativa Akp non ritiene legittima.

L'altra faccia della medaglia di questo accanimento contro i curdi, che rappresentano comunque il 20% della popolazione turca, è che l'esasperazione della minoranza curda potrebbe portare ad una instabilità del Paese e ad una recrudescenza della lotta.

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