Sabato, 18 Settembre, 2021

Liberati i due ostaggi italiani in Libia

Liberati i due ostaggi italiani in Libia Liberati i due ostaggi italiani in Libia
Evangelisti Maggiorino | 06 Novembre, 2016, 10:01

Anche il cittadino canadese sequestrato insieme a loro è stato tratto in salvo. I due, che lavoravano come tecnici della Con.I.Cos., erano stati rapiti- intorno alle 7 del mattino del 19 settembre scorso a Ghat, nel sud della Libia e al confine con l'Algeria - da uomini armati e mascherati. "Non l'ho ancora sentito e ora aspettiamo il suo ritorno" sono le parole della sorella di Danilo Calonego. Lo riferiscono fonti dell'Unita di crisi della Farnesina. Colonego e Cacace, oggi stesso verranno ascoltati dai magistrati della Procura di Roma.

Una nota del Quirinale esprime il "sollievo e la soddisfazione" del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ringraziato "tutte le istituzioni che si sono prodigate per la positiva conclusione della vicenda". A riprova, poi, che il sequestro non sia stato pianificato ma sia stato il frutto di improvvisazione è il fatto che i tre ostaggi, nelle prime quattro notti, sono stati trasferiti in altrettanti covi. Il ministro ha inoltre dichiarato che la Farnesina crede di dare sempre tutte le informazioni possibili sulla Libia, dove le condizioni di lavoro sono spesso difficili per la sicurezza personale. "Riconoscenza per la sincera solidarietà fatta sentire dai sindaci e dalle kabile del sud della Libia". C' una inchiesta in corso - ha sottolineato - e non possiamo rilasciare dichiarazioni. finita benissimo, siamo felici e non vediamo l'ora di riabbracciarlo, hanno aggiunto i familiari.

"Finalmente è finito un incubo, c'è grande felicità per questa notizia". "Ho passato 45 giorni infernali, chi è mamma lo capisce". A parlare è Maria Margherita Forneris, la mamma di Bruno Cacace. "Non so quando tornerà a casa, ma l'aspettiamo". "Faremo una festa di famiglia e una festa di ringraziamento". Il volo Alitalia che ha riportato a casa Cacace atterrato sabato sera all'aeroporto di Torino Caselle. Entrambi sono dipendenti della Con.I.Cos (Contratti Internazionali Costruzioni) di Mondovì, nel cuneese. Le commesse di Conicos sono legate all'ingegneria civile, a strade e autostrade. Era stata fondata nel lontano 1977 da Giorgio Vinai e da Celeste Bongiovanni. Con loro era stato rapito anche l'italo-canadese Frank Boccia.

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