Domenica, 21 Luglio, 2019

Come procedono le indagini sulla morte di Tiziana Cantone

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Acerboni Ferdinando | 05 Novembre, 2016, 13:52

La Procura di Napoli ha infatti chiesto l'archiviazione del fascicolo aperto a carico di 4 indagati dopo le denunce della 31enne, morta suicida dopo la diffusione di alcuni video privati online. Nella seconda, del 20 maggio 2015, Cantone aveva cambiato la sua versione, dicendo che pensava che fossero stati i quattro uomini a cui aveva mandato i video a diffonderli.

L'inchiesta sull'induzione al suicidio invece prosegue.

A firmare la richiesta di archiviazione il pubblico ministero Alessandro Milita, titolare del fascicolo coordinato dal procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli. Gli inquirenti avvalorano l'ipotesi di istigazione al suicidio. In questo caso gli inquirenti hanno pensato a una rogatoria internazionale con la quale chiedere alla Apple il codice per sbloccare l'iPhone di Tiziana e poter così accedere a video e messaggi andati perduti. Una vicenda che l'aveva fortemente segnata, costringendola ad abbandonare il suo comune natio, le sue abitudini, i suoi amici e la quotidianità fatta di equilibri costruiti negli anni e distrutti in poco tempo da un rispetto mancato da parte di persone che lei reputava "amici".

Infine aveva ritrattato: non era sicura fossero loro. Gli indagati erano stati querelati dalla stessa Cantone per diffamazione. A Tiziana era stato imposto un rimborso nei confronti di Youtube, Yahoo, Google, Citynews, Appidears di 3.645 euro ciascuno per le spese legali, in più le spese generali del 15% perché il video lo avevano già rimosso.

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