Mercoledì, 15 Luglio, 2020

Falsi braccianti nelle campagne tarantine, arrestati imprenditori e consulenti del lavoro

OPERAZIONE “GENUSIA” ARRESTATE 7 PERSONE PER TRUFFA AI DANNI DELL’INPS Falsi braccianti nelle campagne tarantine, arrestati imprenditori e consulenti del lavoro
Evangelisti Maggiorino | 05 Novembre, 2016, 10:16

Secondo gli accertamenti dell'Inps e le indagini della guardia di finanza i due insieme a due imprenditori del settore agricolo (Davide Mappa e Luigi Rocco Giosuè, già arrestato nel 2013 per ricettazione di mezzi agricoli) e con la collaborazione di tre intermediari (Antonio Arnesano, Salvatore e Antonio Iona) avrebbero reclutato falsi braccianti interessati a farsi assumere fittiziamente per poi percepire indebitamente la disoccupazione.

La guardia di finanza di Taranto ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare per sette persone accusate di aver messo a segno truffe all'Inps nel settore agricolo per circa 4 milioni di euro. Complessivamente sono 90 gli indagati per un danno procurato all'ente previdenziale pari a 1uattro milioni di euro. Sono state individuate responsabilità in capo a 91 persone.

"Il consulente del lavoro Giovanni Lippolis ha svolto, secondo la tesi degli investigatori, il ruolo di trait d'union tra i titolari delle tre aziende agricole coinvolte, di Palagiano e Ginosa, il cui connotato comune è stata l'eclatante incongruenza tra le attività colturali accertate e il numero dei dipendenti e delle giornate lavorative denunciate, "macroscopicamente eccedente", secondo gli inquirenti, "rispetto all'effettivo fabbisogno di manodopera", in relazione anche all'estensione delle superfici dei fondi agricoli". Giovanni Lippolis, 57enne di Ginosa, dipendente dell'Arsenale di Taranto, sindacalista e con il tesserino da consulente del lavoro che gli consentiva di accedere telematicamente al portale dell'INPS, con la complicità di Domenico Caforio, 43 anni di Palagiano, consulente del lavoro anche lui e titolare di una azienda agricola, funzionavano come coordinatore e reclutatore dell'organizzazione a delinquere. "Nei prossimi giorni - si aggiunge nella nota - valuteremo con i nostri legali le azioni da perseguire nei loro confronti".

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