Giovedi, 21 Novembre, 2019

Migranti, Amnesty International: "In Italia pestaggi, violenze ed espulsioni illegali"

L’accusa di Amnesty le pressioni dell’Ue hanno causato abusi sui migranti in Italia Sono circa 1.200 i migranti ricollocati dall’Italia in altri paesi europei rispetto ai 40mila inizialmente previsti. Credit Croce Rossa italiana
Esposti Saturniano | 05 Novembre, 2016, 09:44

Sessanta pagine in cui Amnesty stigmatizza "le pressioni dell'Unione europea" sull'Italia "affinché usi la mano dura nei confronti dei rifugiati e dei migranti" e che "hanno dato luogo a espulsioni illegali e a maltrattamenti che, in alcuni casi, possono equivalere a torture".

La grave e sconvolgente denuncia di Amnesty si riferisce in particolare alle politiche di accoglienza dei rifugiati e degli immigrati ed è riassunta in un rapporto il cui titolo lascia poco spazio all'immaginazione: "Hotspot Italia: come le politiche dell'Unione europea portano a violazioni dei diritti di rifugiati e migranti". In alcuni casi, i migranti hanno denunciato di aver ricevuto anche elettrochoc.

"Nonostante non ci siano dubbi che la maggior parte degli agenti di polizia abbia continuato a fare il proprio lavoro in modo impeccabile, testimonianze coerenti raccolte da Amnesty international indicano che alcuni hanno fatto uso eccessivo della forza e hanno fatto ricorso a trattamenti crudeli, disumani o degradanti, o addirittura alla tortura", è scritto nel rapporto. "Mi hanno sottoposto a scariche elettriche con un bastone, molte volte sulla gamba sinistra, poi sulla destra, il petto e la pancia". Mi hanno bloccato spalle e gambe, poi mi hanno preso i testicoli con la pinza e hanno tirato per due volte.

In base alle nuove procedure, anziché limitarsi a domandare se intendono chiedere asilo, gli agenti devono chiedere ai nuovi arrivati di spiegare perché sono arrivati in Italia. Poiché lo status di rifugiato non è determinato dal motivo per cui una persona è arrivata in un paese ma dalla situazione cui andrebbe incontro in caso di rimpatrio, questo approccio è fondamentalmente difettoso. Coloro che sono giudicati privi di un motivo per chiedere asilo ricevono un ordine di respingimento o di espulsione, incluso attraverso il rimpatrio forzato nel paese di origine, che può esporli a gravi violazioni dei diritti umani. Il governo italiano, che in passato aveva denunciato all'Unione Europea la mancanza di risorse per gestire la crisi dei migranti - non ha ancora commentato il rapporto. Consente procedure d'identificazione sommarie che, in determinate circostanze, possono essere espletate persino in Sudan a espulsione avvenuta. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

"Negli ultimi anni l'Italia è già stata ritenuta responsabile per aver rimpatriato forzatamente persone potenzialmente bisognose di protezione internazionale e averle così esposte al rischio di essere sottoposte a maltrattamenti in un altro paese".

Il 24 agosto 2016, 40 cittadini sudanesi sono stati rinviati in aereo dall'Italia in Sudan. "Abbiamo ricevuto un certo numero di testimonianze di gente che ci ha detto che erano stati picchiati, colpiti e umiliati dalle autorità italiane". Violazioni per le quali le autorità italiane portano una responsabilità diretta e i leader europei una responsabilità politica. "Amnesty costruisce i suoi rapporti a Londra, non in Italia" ha aggiunto il prefetto. "Le nazioni europee possono riuscire a rimuovere persone dal loro territorio ma non possono rimuovere i loro obblighi di diritto internazionale". Il team di ricerca ha svolto 174 interviste con migranti e rifugiati e brevi conversazioni con molti altri di loro.

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