Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Sondaggio: Clinton 44%, Trump 39%

Hillary Clinton e Donald Trump Hillary Clinton e Donald Trump
Evangelisti Maggiorino | 04 Novembre, 2016, 06:42

Nel sondaggio più recente, condotto da Abc-Washington Post, si evidenzia un calo del vantaggio di Hillary Clinton, sceso da 12 a 2 punti percentuali, nei confronti di Donald Trump. Anche in questo stato l'early vote è nettamente in suo favore: il 61% contro il 33% di Trump. E ad aumentare il morale del repubblicano c' è anche un nuovo sondaggio sulla Florida firmato dal New York Times secondo cui sarebbe in vantaggio del 4% (46% a 42%), in uno stato ritenuto storicamente fondamentale per la conquista della Casa Bianca. L'accusa di essere troppo morbido con la Russia, se non addirittura di avere una qualche forma di contatto e collaborazione col governo russo, è tornata attuale a causa di un lungo articolo di Slate, che accusa Trump di avere usato un server privato riconducibile alle sue società per comunicare con Alfa Bank, una delle più note banche russe al mondo e considerata vicina a Putin. Sia Trump sia Alfa Bank hanno smentito questa ricostruzione. Mentre il Wall Street Journal rivela che sono circa 650mila le email contenute nel laptop dello stesso Weiner, che gli agenti si apprestano a esaminare per determinare quante sono legate alla inchiesta sull'uso di email e server privati da parte di Hillary quando era segretario di Stato.

Manafort ha lasciato la campagna di Trump pochi giorni dopo la rivelazione di alcune indiscrezioni sui suoi legami filo-russi.

Ma anche senza il colpo di coda dell'emailgate, Hillary sarebbe stata in difficoltà; perché la maggior parte degli americani diffida dei cosiddetti media mainstream (grandi tv e grandi giornali) e molti di loro preferiscono informarsi su siti di informazione che sono letteralmente esplosi in quei mesi come Breitbart, Drudge Report, Infowars, quasi tutti filorepubblicani e gli unici ad aver dato conto regolarmente dell'altro enorme scandalo ignorato dai grandi organi di informazione: quello di Wikileaks con la pubblicazione di migliaia di email del capo della campagna democratica, John Podesta, e di altri collaboratori, che sono stati hackerati. Accuse simili a quelle mosse da Trump al sistema elettorale e mediatico e che i democratici avevano bollato come vergognose.

Ma come si spiega quindi la grande rimonta di Donald Trump?

Trump non ha commentato l'articolo del New York Times, e una sua portavoce ha definito "pura speculazione" le ipotesi avanzate dagli esperti di tasse contattati dal giornale. Anzi, ieri venivano dati alla pari, prima che esplodesse il nuovo emailgate con la riapertura dell'inchiesta da parte dell'Fbi sui messaggi di posta elettronica cancellati da Hillary.

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