Giovedi, 16 Agosto, 2018

Dipendenti delle Poste in sciopero Venerdì scatta la mobilitazione

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Machelli Zaccheo | 03 Novembre, 2016, 04:19

Sono in programma manifestazioni e presidi in tutta Italia.

Il segretario della Uil Agrigento Gero Acquisto e quello della Uil Poste Carmelo Di Bennardo spiegano le ragioni per le quali la Uilposte non aderirà allo sciopero del prossimo 4 novembre, indetto dalle altre organizzazioni sindacali di categoria. Le segreterie Slp-Cisl, Slc-Cgil, Failp-Cisal, Confasal-Com e Ugl-Com hanno proclamato per l'intera giornata un'azione di protesta contro la privatizzazione di Poste Italiane. A Napoli il concentramento avrà luogo a Piazza Mancini alle ore 9.00 luogo da cui partirà il corteo che raggiungerà Piazza Matteotti.

Una decisione assunta a breve distanza dal primo collocamento azionario di oltre il 30% effettuato ad ottobre 2015.

"Una privatizzazione che ha il solo fine di fare cassa e recuperare qualche miliardo di euro - si legge nel comunicato delle sigle sindacali - per incidere in quantità insignificante sul debito pubblico, ma che non tiene in considerazione il ruolo sociale svolto da Poste Italiane sull'intero territorio". Già ora si assiste ai reiterati interventi di chiusura degli Uffici Postali nelle zone più disagiate e al recapito della corrispondenza a giorni alterni, scelta contestata recentemente dal Parlamento Europeo, compromettendo qualità del servizio offerto e la garanzia del servizio universale.

Secondo il sindacato la capillarità della rete postale, i servizi di prossimità, le potenzialità di innovazione e sviluppo del segmento logistico necessitano di investimenti finalizzati al consolidamento di asset portanti per il Paese.

Slc Cgil, Slp Cisl, Failp Cisal, Confsal Comunicazioni e Ugl Comunicazioni contestano anche il progetto di privatizzazione del Ministero dell'Economia e chiedono al governo "che l'azienda non sia totalmente privatizzata, che sia mantenuta l'unicità aziendale, che si utilizzino gli utili di bilancio per continuare a migliorare i servizi e le condizioni di lavoro".

Al momento, Poste Italiane conta ben 130 mila dipendenti, 14.500 sportelli attivi e svolge una funziona capillare su tutto il territorio nazionale. Le segreterie nazionali, e naturalmente le segreterie territoriali, esprimono preoccupazione sui rischi di una ulteriore privatizzazione di Poste Italiane e sulle conseguenti ricadute occupazionali.Sono queste, dunque, le motivazioni che hanno indotto le segreterie nazionali a lanciare una fase di forte mobilitazione e di lotta che culminerà con lo sciopero di venerdì.

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