Lunedi, 20 Agosto, 2018

Sciopero Poste il 4 novembre, la Uil non aderisce

Sciopero Poste il 4 novembre, la Uil non aderisce Sciopero Poste il 4 novembre, la Uil non aderisce
Machelli Zaccheo | 03 Novembre, 2016, 01:49

Secondo Cappello "la decisione del Consiglio dei Ministri di quotare in Borsa un ulteriore 29,7% e di conferire a Cassa Depositi e Prestiti il rimanente 35% del capitale, con l'uscita definitiva del ministero dell'Economia dall'azionariato di Poste Italiane, muta completamente gli assetti societari e il controllo pubblico nell'azienda". Sulla scia del blocco degli straordinari, iniziato il 24 ottobre, previste manifestazioni in tutti i capoluoghi di regione contro il decreto governativo per la privatizzazione dell'ente e il recapito a giorni alterni. "Una privatizzazione - si prosegue - che ha il solo fine di fare cassa, senza incidere peraltro in modo significativo sul debito pubblico, e che non tiene in considerazione il ruolo sociale svolto su tutto il territorio nazionale". Così in una nota della Cgil Lombardia, sullo sciopero dei lavoratori delle poste proclamato per venerdì.

"Gia' ora si assiste ai reiterati interventi di chiusura degli Uffici Postali, soprattutto nelle zone piu' disagiate della provincia dell'Aquila, e al recapito della corrispondenza a giorni alterni, compromettendo la qualita' del servizio offerto e la garanzia del servizio".

I sindacati, come rileva dalla Cisl di Sondrio Antonio Rizzo, ritengono "estremamente grave e antieconomica l'intera operazione di dismissione dello Stato, in considerazione che dal 2002 Poste Italiane ha sempre avuto bilanci positivi e versato consistenti dividendi al Ministero dell'Economia, quindi alla collettività, quale azionista di riferimento".

"Quando è stato privatizzato il primo 30% - afferma Vito Romaniello segretario regionale SLP Cisl - ci hanno garantito che ce ne sarebbero state altre e che la governance sarebbe rimasta saldamente in mano allo Stato".

"Una privatizzazione totale di Poste italiane mette in discussione non solo anni di sacrificio e di lavoro dei dipendenti profusi per darle una dimensione d'impresa tra le più importanti in Italia, ma anche il futuro svolgimento del servizio universale, l'unitarietà dell'Azienda e la sua tenuta occupazionale". Investimenti che, come dichiarato dai sindacati, dovrebbero favorire maggiormente il mercato postale e non i servizi di finanziarizzazione. "Molti spazi sono ancora vuoti e potrebbero essere utilizzati da Poste, che preferisce però pagare circa 60mila euro l'anno per ospitare i portalettere in un capannone in affitto in via Cannizzarro, a poche centinaia di metri di distanza".

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