Mercoledì, 18 Settembre, 2019

Esselunga: Cassazione riapre processo a Caprotti

Esselunga Cassazione ha riconosciuto diritto critica Caprotti Esselunga: Cassazione riapre processo a Caprotti
Esposti Saturniano | 02 Novembre, 2016, 21:20

A un mese dalla morte del patron di Esselunga, la Cassazione ha depositato la sentenza con cui riapre il processo civile per concorrenza sleale e denigrazione per le vicende raccontate nel libro autobiografico 'Falce e carrello' nel quale Caprotti sparava a zero contro il sistema antagonista dei supermercati delle cooperative rosse e in particolare contro Coop Estense e l'ex presidente Mario Zucchelli.

La Cooperativa esprime soddisfazione per una sentenza che, pur tardivamente, ristabilisce la verità dei fatti, rimandando quindi alla Corte d'Appello di Milano per il giudizio finale. I fatti trattati, inoltre, avrebbero dovuto essere riferiti evitando "sottintesi, accostamenti, insinuazioni o sofismi idonei a creare nella mente del lettore false rappresentazioni della verità".

Ad avviso della Cassazione, nel processo di risarcimento intentato dalle Coop i giudici milanesi di primo e secondo grado hanno sbagliato a considerare quel libro, distribuito e pubblicizzato da 'Esselunga', non come una inchiesta giornalistica che deve essere scrupolosa, ma "come un'opera letteraria" priva di "intento informativo" e sorretta solo dall'esigenza "narrativa" di esporre la personale riflessione di Caprotti sul sistema delle Coop e che, pertanto, era scriminata "dal diritto di critica essendo anche un tema molto dibattuto da politica ed economia".

La causa di risarcimento danni si riapre davanti alla Corte di Appello di Milano e questa volta saranno gli eredi di Bernardo Caprotti a risponderne. "Spiace, ovviamente, che questa sentenza arrivi dopo la scomparsa di Bernardo Caprotti", si legge in una nota di Coop Alleanza 3.0 che si dice d'accordo con chi sostiene che 'non vada processato un defunto'.

La Corte d'Appello di Milano dovrà ora attenersi ai princìpi fissati dalla Corte di Cassazione: il giudizio sul libro Falce e carrello è già stato emesso, e solo una lettura manipolatoria della sentenza può sostenere che il giudizio di rinvio porterà a una riconsiderazione dei fatti.

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