Domenica, 22 Settembre, 2019

Il fenomeno/ La nuova faglia dopo Amatrice

Acerboni Ferdinando | 29 Ottobre, 2016, 15:11

La seconda scossa, molti più forte - di magnitudo 5,9 - è arrivata alle 21:18, con epicentro nella stessa area ed è stata sentita fino in Austria. Le scosse più frequenti sono quelle di intensità lieve, tra 2,0 e 3,0 gradi. "La nostra attenzione si era concentrata su quella zona prevalentemente perchè - racconta la geologa che ci tiene a parlare a titolo personale - sembrava essere, prima di tutto, al centro di una anomalia sismica tra segmenti di faglia mossi nel 2009 quello de L'Aquila e quello di Colfiorito (1997-98) con fluidi circolanti che hanno un preciso ruolo messo ormai in luce da ampia letteratura".

Le forti scosse di terremoto che mercoledì sera hanno provocato crolli in Italia Centrale (il bilancio è di un morto per infarto a Tolentino) fanno temere che si possa trattare di un "nuova faglia dormiente". La pericolosità sismica di una regione si classifica sulla base dell'individuazione di faglie attive: da questo punto di vista l'Italia centrale rappresenta una zona altamente pericolosa. "Quindi è una nuova faglia che si è attivata sollecitata dalla ridistribuzione della deformazione conseguente al terremoto di Amatrice". "In questa zona - sottolinea ancora Cocco - è presente un enorme volume di faglie che hanno rilasciato repliche". "Il meccanismo è lo stesso". Impossibile però ogni ipotesi di previsione delle scosse sismiche, come circolato nei giorni scorsi in occasione della scossa di magnitudo 3.9 registrata lunedì in provincia di Firenze. "L'importante è essere preparati", conclude Michelini, ponendo l'accento sul ruolo della prevenzione. È ancora presto per ulteriori analisi, ha aggiunto il sismologo Alessandro Amato, e "al momento possiamo dire che il terremoto è avvenuto su un'altra struttura collegata a quel sistema di faglie". Speriamo che finisca qui. Certamente alcune zone, come quelle dell'Appennino centro-meridionale, hanno una maggiore probabilità che avvengano i terremoti rispetto ad altre aree.

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