Sabato, 15 Giugno, 2019

Brexit: domande iscrizione da Ue ad atenei Gb in calo del 9%

Churchill il pater patriae del Regno Unito credeva fortemente in un’Europa federale Churchill il pater patriae del Regno Unito credeva fortemente in un’Europa federale
Acerboni Ferdinando | 29 Ottobre, 2016, 08:03

L'economia britannica sembra resistere allo shock della Brexit, almeno a breve termine: nel terzo trimestre il prodotto interno lordo è aumentato oltre le attese degli economisti, ma a un ritmo inferiore rispetto ai tre mesi precedenti: +0,5%, secondo la stima preliminare dell'ufficio nazionale di statistica.

Di recente il Fondo Monetario internazionale ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita britannica per il 2017: l'1,1%, ossia 0,2 punti in meno rispetto alla stima precedente. Gli economisti avevano previsto una crescita dello 0,3%. A pesare, secondo Ucas, è lo stato di incertezza in cui il governo di Londra ha lasciato i potenziali studenti europei garantendo solo fino al 2018 il diritto alla serie di benefit previsti dagli accordi europei.

Complessivamente i servizi, importanti poiché pesano per l'80% del Pil britannico (e includono anche le banche), hanno registrato un progresso dello 0,8%. Nel caso delle costruzioni in particolare il calo dell'1,4% è il maggiore dal 2012. La politica monetaria di sostegno ha svolto un ruolo, mentre la sterlina più bassa ha spinto gli ordini industriali. Molti economisti, tuttavia, avvertono che la situazione può essere più difficile il prossimo anno, quando sarà lanciato in uscita di negoziati formali dell'UE. I settori minerario e petrolifero sono quelli che hanno contribuito maggiormente alla crescita del Pil, compensando il calo di agricoltura, produzione e costruzioni.

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