Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Corruzione grandi opere: arrestato il figlio di Monorchio

Corruzione e grandi opere indagati il figlio di Lunardi e quello di Monorchio Corruzione grandi opere: arrestato il figlio di Monorchio
Cacciopini Corbiniano | 28 Ottobre, 2016, 10:22

Nelle stesse ore a Genova, in una inchiesta collegata chiamata "Arka di Noè" la Guardia di Finanza ha notificato a 14 tra imprenditori e dirigenti di un consorzio general contractor altrettante ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per corruzione, concussione, turbativa d'asta nei lavori per la realizzazione del Terzo Valico, opera al centro anche dell'indagine della Capitale. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, concussione e turbativa d'asta.

Tav Milano-Genova e A3 Salerno-Reggio. La prima indagine è stata condotta dalla Procura di Roma e gli arresti effettuati dai carabinieri della Capitale; nel secondo caso le ordinanze di custodia cautelari sono state emesse dal Gip del Tribunale di Genova ed eseguite dalla Guardia di Finanza. Questa la tesi investigativa: un meccanismo rodato di corruzione e sub-appalti manipolati, che avrebbe munto denaro pubblico da maxi lavori, come l'Alta velocità Milano-Genova, l'Autostrada Salerno-Reggio Calabria e il People Mover, la navetta che collega la stazione di Pisa con l'aeroporto. I carabinieri di Roma hanno arrestato in diverse zone d'Italia 35 persone, ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione e tentata estorsione. Secondo l'accusa: avrebbe sorvolato su irregolarità di vari lavori in cambio di favori da parte di imprenditori privilegiati.

Nei mesi scorsi, l'indagine di Genova si è incrociata con un'analoga attività avviata dai Carabinieri del comando provinciale di Roma su input della procura della Capitale: l'inchiesta è così proseguita con una collaborazione sia a livello investigativo che giudiziario. In questo ambito, i militari delle Fiamme Gialle stanno eseguendo una serie di perquisizioni finalizzate all'acquisizione di diversa documentazione in Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Molise e Campania.

Materiali scadenti in opere pubbliche: "Cemento che sembra colla" - In alcuni passaggi delle intercettazioni, ha spiegato in conferenza stampa a Roma il procuratore aggiunto Paolo Ielo, dirigenti e imprenditori sottolineano la scarsa qualità dei materiali utilizzati nella costruzione delle opere pubbliche parlando di "cemento che sembra colla".

Contratti - Secondo gli inquirenti, agiva un gruppo di persone costituito, organizzato e promosso da colui che - fino al dicembre 2015 - era il direttore dei lavori delle tre opere in questione e dal suo socio di fatto, l'imprenditore calabrese Domenico Gallo, che si è avvalso del contributo di altre 9 persone, tra cui anche alcuni funzionari del Cociv (Consorzio collegamenti integrati veloci). Si sviluppa lungo 53 chilometri, di cui 37 in galleria. Inoltre i lavori riguardavano anche l'ammodernamento di quattro svincoli (Scilla, Santa Trada, Villa San Giovanni e Campo Calabro). Complessivamente, secondo quanto si apprende, sarebbero oltre 20 gli indagati. In particolare, dalle indagini è emerso che in occasione dello svolgimento delle gare indette dal consorzio, alcuni dirigenti preposti allo svolgimento delle stesse, per pilotare l'assegnazione dei lotti ad alcune società ed escluderne altre, hanno fatto in modo, in alcuni casi, che offerte "anomale" divenissero regolari in violazione ai principi della "par condicio" e, in altri, si sono avvalsi della compiacenza di concorrenti di comodo, in realtà non interessati all'aggiudicazione della gara, per indirizzare direttamente l'assegnazione all'unico concorrente interessato.

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