Sabato, 21 Settembre, 2019

Regno Unito, economia più robusta del previsto dopo la Brexit

Imbarazzo a Londra Theresa May contro la Brexit? Una registrazione la mette nei guai   
                       
                
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Esposti Saturniano | 28 Ottobre, 2016, 01:34

Secondo i dati dell'Office for National Statistics, che ha fornito le stime preliminari, la crescita tendenziale sarebbe pari al 2,3% contro il 2,1% precedente ed atteso.

Contemporaneamente è giunta la notizia che la Nissan non ridurrà la produzione nel suo stabilimento di Sunderland, ma anzi produrrà due nuovi modelli. Il gruppo nipponico sostiene di aver ricevuto garanzie governative sufficienti sulla competitività del sito produttivo, nonostante la Brexit. Particolarmente positivo l'andamento del settore dei servizi che ha registrato un incremento dello 0,8% compensando il calo della produzione e delle costruzioni. Un'osservazione quest'ultima tutt'altro che marginale dal momento che i servizi sono predominanti nell'economia del Regno Unito, grazie ai potenti comparti della finanza, della distribuzione, del trasporto e della ristorazione.

Agenpress - L'economia britannica è cresciuta dello 0,5% nel terzo trimestre, il primo quarter che "soffre" gli effetti della volontà popolare favorevole alla Brexit espressa con il voto del 23 giugno. Ma i consumatori del Regno Unito hanno continuato a spendere con forza in tutto questo periodo, senza apparire eccessivamente preoccupati per il forte calo della sterlina nei confronti dell'euro e del dollaro. "La prima stima del PIL conferma che il referendum non ha causato uno shock per l'economia, ma le conseguenze negative del voto sulla Brexit diventeranno sempre più chiare quando l'inflazione decollerà e le aziende ritarderanno i loro investimenti nei prossimi trimestri", ha detto Samuel Tombs, un analista di Pantheon Macroeconomics. Tuttavia Curtin prevede anche un rallentamento l'anno prossimo: "E' probabile che l'ambiguità attorno all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea toglierà slancio al tasso di crescita a lungo termine, con una crescita anemica che potrebbe diventare lo status quo" in concomitanza con l'avvio dei negoziati fra Londra e l'Unione europea.

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