Martedì, 12 Novembre, 2019

Papa Francesco: "Accogliere i migranti, contro lo storytelling del rancore"

Papa Francesco: Papa Francesco: "Accogliere i migranti, contro lo storytelling del rancore"
Evangelisti Maggiorino | 27 Ottobre, 2016, 12:19

"La chiusura non e' una soluzione, anzi finisce col favorire i traffici criminali". In alcune parti sorgono muri e barriere. A conclusione dell'udienza il Papa ha raccomandato ai fedeli: "Non dimenticate quella signora armena, quel migrante che puzzava e il tassista al quale il migrante aveva cambiato l'anima". Papa Francesco senza mai evocare le barricate anti immigrati a Goro, all'udienza del mercoledì, ha raccontato un episodio di cui è venuto a conoscenza, che ha come protatonista un tassista romano, una signora, nipote di sopravvissuti al genocidio armeno e un profugo piuttosto male in arnese, sporco e maleodorante. "Sembra a volte che l'opera silenziosa di molti uomini e donne che, in diversi modi, si prodigano per aiutare e assistere i profughi e i migranti sia oscurata dal rumore di altri che danno voce a un istintivo egoismo", ha denunciato il Pontefice. Tuttavia - tiene a ricordare Jorge Mario Bergoglio - le migrazioni non sono un fenomeno nuovo, ma appartengono alla storia dell'umanità. "L'unica via di soluzione e' quella della solidarieta', solidarieta' col migrante, col forestiero".

"L'impegno dei cristiani in questo campo - ha raccomandato papa Francesco - è urgente oggi come in passato". Un esempio è stata la figura di Santa Francesca Cabrini che dedicò la sua vita ai migranti negli Stati Uniti, a cavallo fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. È un impegno che coinvolge tutti, nessuno escluso: le diocesi, le parrocchie, gli istituti di vita consacrata, le associazioni e i movimenti, come i singoli cristiani, tutti siamo chiamati ad accogliere i fratelli e le sorelle che fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla violenza e da condizioni di vita disumane. Mentre andavano la signora gli ha domandato della sua storia e migrante ha narrato il percorso del suo viaggio. L'autista del taxi non voleva che salisse ma alla fine, su insistenza della signora, lo ha fatto salire assieme alla donna che si è accomodata accanto a lui, nel sedile dietro.

"Quest'uomo raccontò la sua storia di dolore, di guerra, di fame e perché era fuggito dalla sua patria per migrare qui". Quando noi facciamo una cosa del genere, all'inizio ci rifiutiamo perché ci dà un po' di scomodità, 'ma, eh ... puzza ...'. "E così pure non avere un lavoro, una casa, un salario giusto, o essere discriminati per la razza o per la fede".

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